"Coimbra Supernova è, nella sua essenza, un'affermazione politica ed economica di coloro che vogliono riconquistare un ruolo centrale e dettare le regole là dove si decide il futuro. L’obiettivo centrale è chiaramente definito, senza lasciare spazio ad ambiguità: posizionare Coimbra come leader assoluto in questo settore in Portogallo e come punto di riferimento imprescindibile nel contesto iberico ed europeo», ha affermato il sindaco di Coimbra.

Lavoro congiunto

L’iniziativa riunisce il Comune di Coimbra, l’Università di Coimbra (UC), l’Istituto Pedro Nunes (IPN), iParque, la Comunità Intercomunale della Regione di Coimbra (CIMRC), il Comune di Pampilhosa da Serra, nonché le aziende Active Space Technologies, Critical Software, Neuraspace, Open Cosmos e Spotlite.

Coimbra Supernova

Durante la sessione di presentazione, tenutasi presso il Convento di São Francisco a Coimbra, Ana Abrunhosa ha affermato che Coimbra Supernova rappresenta la scelta di «potenziare» ciò che già esiste «e di lavorare insieme» con una visione a lungo termine.

«La nascita di questa alleanza simboleggia la transizione cruciale tra una serie di iniziative e competenze disperse già esistenti e la costruzione di un cluster spaziale strutturato e solido, con una forte ambizione globale», ha affermato.

Raddoppiare le dimensioni del cluster

Tra gli obiettivi, ha sottolineato, c’è l’intenzione di «raddoppiare le dimensioni del cluster spaziale nella regione entro la fine del decennio, creare centinaia di nuovi posti di lavoro qualificati, cambiando definitivamente il paradigma della fidelizzazione e dell’attrazione dei talenti», oltre a rafforzare l’ecosistema.

Entro il 2030, l’obiettivo è aumentare il fatturato dagli attuali 25 milioni di euro a 50 milioni di euro, ha dichiarato Carlos Cerqueira, coordinatore di Coimbra Supernova, sottolineando anche l’obiettivo di raggiungere i 750 posti di lavoro, rispetto agli attuali 350.

Nel suo intervento, il presidente dell’IPN ha ricordato che l’istituto opera nel settore spaziale da 12 anni e ha considerato questa iniziativa un passo decisivo per dare visibilità a questa dimensione.

«Siamo infatti in grado di essere, e sicuramente lo siamo già, uno dei “cluster” essenziali», ha affermato João Gabriel Silva.

Interesse strategico

Il rettore dell’UC, Amílcar Falcão, ha sottolineato che il settore spaziale riveste «un interesse strategico molto ampio» per l’istituzione, mettendo in evidenza l’istituzione del corso di laurea in Ingegneria Aerospaziale, che avrà inizio a settembre.

«Ritengo che si tratti di un contributo importante a questa alleanza, poiché consentirà una formazione di altissimo livello», ha dichiarato.

Condizioni uniche

Per quanto riguarda la partecipazione di Pampilhosa da Serra, il sindaco ha messo in evidenza le condizioni uniche del comune, quali il basso tasso di illuminazione pubblica o la notevole altitudine, sottolineando l’importanza della collaborazione «per rendere questa regione un punto di riferimento nello sviluppo e negli studi spaziali».

«Credo che questo progetto sia ancora più innovativo, non solo perché stiamo collegando lo spazio, ma anche perché stiamo collegando il nostro spazio territoriale. E questo è molto importante», ha sostenuto Jorge Custódio.

Strategia Territoriale 2030

A sua volta, la presidente del CIMRC, Helena Teodósio, ha affermato che lo spazio ha sempre fatto parte della Strategia Territoriale 2030, riconoscendo che il settore spaziale costituisce un’«infrastruttura critica» per lo sviluppo dei territori.

«Oggi i dati satellitari, l’osservazione della Terra e le tecnologie geospaziali sono strumenti fondamentali per rispondere a sfide molto concrete: gestione forestale, prevenzione dei rischi, adattamento ai cambiamenti climatici, agricoltura di precisione, gestione delle risorse idriche, mobilità, protezione civile, pianificazione territoriale», ha osservato, sostenendo che il progetto «deve essere una strategia per la Regione», che comprende 19 comuni.