Secondo la sentenza del 27 giugno, di cui Lusa è venuta a conoscenza, l’importo è destinato a risarcire l’ex capo del governo per i danni subiti a seguito della «divulgazione di informazioni soggette al segreto istruttorio» da parte di enti statali nel corso delle indagini.

Fughe di notizie

La questione riguarda il fatto che i media fossero a conoscenza dell’imminente arresto di José Sócrates, avvenuto poi effettivamente nel novembre 2014 all’aeroporto di Lisbona, nonché dei reati di cui era sospettato, notizie riportate in un momento in cui solo «il giudice istruttore, l’Agenzia delle Entrate e la Procura» avevano accesso al fascicolo del caso.

Secondo il giudice, «sebbene non sia stato accertato chi fosse specificamente responsabile» delle fughe di notizie, «è ragionevole supporre» che, poiché all’epoca l’indagine era soggetta a segreto istruttorio, tali fughe «avessero origine da qualcuno che operava nell’ambito dell’indagine».

«Tali violazioni del segreto hanno rappresentato una chiara limitazione delle garanzie di difesa dell’imputato nel procedimento penale, in quanto hanno violato il principio costituzionale della presunzione di innocenza in qualità di imputato e il diritto a un processo equo», ha ritenuto Daniela Santos Costa.

Affronto alla privacy

La magistrata ha aggiunto che tali violazioni costituivano anche un «affronto alla privacy dell’autore, al suo buon nome, al suo onore e alla sua reputazione pubblica in qualità di ex capo del governo portoghese».

La causa, intentata nel febbraio 2017 da José Sócrates, è stata discussa il 15 e il 16 maggio 2026, e l’ex leader ha chiesto un risarcimento per un totale di 205.000 euro.

Condanne nei confronti dello Stato

Oltre al risarcimento per la cattiva gestione della giustizia, l’ex leader ha chiesto che lo Stato portoghese fosse condannato per aver violato il diritto a una decisione entro un termine ragionevole, richiesta che il tribunale ha respinto.

Per il giudice, la durata dell’indagine era giustificata, data la complessità delle indagini, motivata dalla «necessità di effettuare verifiche contabili e finanziarie» e intercettazioni telefoniche, di interrogare un gran numero di testimoni e imputati e di attendere la collaborazione di altri paesi, tra gli altri aspetti.

L’indagine relativa all’Operazione Marquês è stata avviata nel 2013, è stata notificata agli imputati nel novembre 2014 ed è stata chiusa nell’ottobre 2017, con la Procura che ha formulato l’accusa nei confronti di José Sócrates e di altri imputati.

Dopo una fase istruttoria durata più di due anni, il processo a carico dell’ex capo del governo e di altri 20 imputati, accusati di corruzione e di altri reati economici e finanziari, è iniziato il 3 luglio 2025 presso il Tribunale penale centrale di Lisbona, con decine di testimoni ancora da ascoltare.

La notizia della sentenza del Tribunale amministrativo di Lisbona è stata riportata da CNN Portugal.