Rui Cristina ha annunciato alla fine di maggio che il Comune dell’Algarve avrebbe imposto orari di chiusura per bar, discoteche e minimarket, oltre a monitorare i livelli di rumore nei locali notturni, e ha dichiarato oggi che è già possibile notare la differenza in una delle zone con bar e locali notturni, come la Rua da Oura.
Le imprese esprimono preoccupazione
Questa opinione non è condivisa dall’Associazione Commerciale di Albufeira (ACALB), che ha espresso a Lusa il proprio disaccordo sulle soluzioni tecniche adottate per il controllo del rumore, avvertendo che le misure hanno causato «perdite finanziarie immediate» per i bar e le altre attività commerciali.
Eletto da Chega nelle ultime elezioni comunali, ponendo fine a decenni di potere del PSD nel comune, Rui Cristina ha affermato che la certificazione e l’installazione dei fonometri accanto ai locali di intrattenimento situati in Rua da Oura sono state completate, e ha garantito che la differenza è già visibile.
«Finalmente è possibile parlare per strada, le famiglie possono passeggiare lungo la Rua da Oura e chi si trova all’interno dei bar può divertirsi», ha affermato il sindaco, sottolineando che ora «la gente può dormire la notte» e «è già chiaro, nero su bianco, che il rumore è diminuito drasticamente».
Installazione graduale
Rui Cristina ha ricordato che i fonometri vengono installati in più fasi e che l’installazione proseguirà ora nella parte bassa della città, dopo che i risultati ottenuti in Rua da Oura dimostrano che è possibile avere «il meglio di entrambi i mondi: i commercianti possono mantenere aperti e funzionanti i propri locali, e le persone possono riposare».
Il sindaco di Albufeira ha riconosciuto che ci sono state «contestazioni» da parte dei titolari delle attività, ma ha sfidato i più scettici a visitare Rua da Oura di notte, «per comprendere davvero la grande differenza che si avverte già in termini di rumore».
I fonometri sono collocati all’interno e sulla facciata dei locali, sono certificati da aziende che garantiscono l’accuratezza dei dati raccolti, e Rui Cristina si è detto «certo che i gestori dei locali notturni, tra poche settimane, alla fine dell’estate, ne saranno grati».
«E si renderanno conto di aver continuato a guadagnare, di aver mantenuto i propri profitti e di non ricevere più le centinaia di reclami che ricevevano in precedenza», ha sostenuto il sindaco, sottolineando di aver riscontrato nel comune decine di casi simili relativi agli ultimi anni, senza che ne fossero state tratte alcuna conseguenza.
Critiche ai misuratori di rumore
Interpellata da Lusa, l’ACALB ha criticato l’installazione di fonometri sulle facciate dei locali perché «rilevano il rumore ambientale» ed effettuano una misurazione errata del rumore prodotto in loco, invocando il dialogo e difendendo l’adozione di «soluzioni tecniche trasparenti e fattibili, compatibili con la realtà turistica del comune».
«Questi [misuratori di livello sonoro] servono solo a effettuare misurazioni acustiche sulla facciata in un punto di ricezione sensibile, e non come strumento per misurare il rumore ambientale. Se così fosse, il Paese sarebbe paralizzato», hanno sostenuto.
Pertanto, l’ACALB ha ritenuto che la misura tecnica adottata sia «lontana» dalla realtà e che sia «impossibile» attuare una soluzione del genere entro un raggio di cinque chilometri dalla Rua da Oura e dalla parte bassa della città.
«Nel complesso, permangono forti preoccupazioni e instabilità per il tessuto economico locale, non solo per quanto riguarda gli esercizi di ristorazione. L’applicazione delle restrizioni orarie e l’obbligo di dotarsi di nuove attrezzature proprio all’inizio della stagione estiva hanno causato perdite finanziarie immediate e significative», ha avvertito l’ACALB.








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