RTE ha reso noto che non presenterà alcuna candidatura al concorso, che si terrà in Bulgaria nel 2027, e che non trasmetterà l’evento, a causa della «continua e terribile perdita di vite umane a Gaza e della crisi umanitaria che continua a mettere a rischio la vita di così tanti civili».

Boicottaggio dei Paesi Bassi

Alla fine di agosto, i Paesi Bassi hanno annunciato che avrebbero mantenuto il proprio rifiuto di partecipare all’Eurovision Song Contest del 2027, citando quella che considerano una mancanza di neutralità nel concorso e la partecipazione di Israele.

«[L’emittente pubblica olandese] AVROTROS non parteciperà all’Eurovision Song Contest del 2027 perché l’evento non può più essere considerato neutrale, con un paese partecipante ancora coinvolto in un conflitto militare su larga scala», si legge nella dichiarazione.

La partecipazione di Israele

La partecipazione di Israele al concorso di quest’anno è stata ancora una volta oggetto di polemiche e richieste di esclusione, portando cinque paesi – Spagna (uno dei membri del gruppo dei «Big 5», ovvero quelli che contribuiscono maggiormente dal punto di vista finanziario alla produzione dello spettacolo), Irlanda, Paesi Bassi, Slovenia e Islanda – a boicottare il concorso.

I boicottaggi sono stati motivati dagli attacchi militari israeliani sul territorio palestinese della Striscia di Gaza, che hanno causato la morte di almeno 73.000 persone dall’ottobre 2023 e sono stati classificati come genocidio da una commissione d’inchiesta internazionale indipendente delle Nazioni Unite.

L’Unione Europea di Radiodiffusione (EBU) ha annunciato ad agosto che la città bulgara di Burgas, sul Mar Nero, è stata scelta per ospitare la 71ª edizione dell’Eurovision Song Contest, l’11, il 13 e il 15 maggio 2027.

L’annuncio della città scelta per la prossima edizione dell’Eurovision Song Contest arriva il giorno dopo che l’EBU ha reso note alcune modifiche al regolamento, tra cui la possibilità che al paese vincitore venga impedito di organizzare l’evento qualora si trovi in «conflitto armato, una situazione geopolitica delicata o altre circostanze che incidano in modo sostanziale sulla sicurezza o sulla stabilità» dell’area locale o della regione circostante.

Il concorso si svolge ogni anno dal 1956 e in passato alcuni paesi sono stati esclusi, come la Bielorussia nel 2021, in seguito alla rielezione del presidente Aleksandr Lukashenko, e la Russia nel 2022, in seguito all’invasione dell’Ucraina.