In alcune dichiarazioni rilasciate all’agenzia di stampa Lusa, Aristides Teixeira, dell’Associazione degli utenti del Ponte del 25 aprile, ha affermato che la protesta con i clacson, iniziata alle 8 del mattino del 25 settembre, mira a chiedere le dimissioni del ministro dell’Ambiente, Maria Graça Carvalho, per chiedere il ripristino del telelavoro, come durante la pandemia di Covid-19, e la sospensione del pagamento dei pedaggi, dell’IVA e dell’ISP sui carburanti.

Forma di protesta

«Questo clacson è un modo per esprimere la nostra indignazione e disapprovazione riguardo a questo recente fenomeno di una ministra che, quando finalmente esce dal suo bozzolo, lo fa per esprimere opinioni provocatorie e irrispettose nei confronti di chi lavora, studia e deve ricorrere ai veicoli privati per spostarsi perché non ha alternative con i mezzi pubblici», ha affermato Aristides Teixeira.

Critiche alla ministra

Aristides Teixeira si riferiva alle dichiarazioni rilasciate questa settimana dal ministro dell’Ambiente sulla necessità di risparmiare carburante, suggerendo ai cittadini di ridurre la velocità e di optare per il carpooling.

«La ministra riduce la soluzione a questo problema che stiamo affrontando riguardo ai prezzi del carburante all’appello a un nuovo comportamento da parte dei cittadini, ovvero guidare più lentamente; cioè, anche nelle città e nei centri urbani guidiamo già a 30 e 50 chilometri all’ora, oltre a fare l’autostop, quasi attribuendo ai cittadini – che costituiscono il settore più ampio del Paese, ovvero coloro che lavorano e studiano – la colpa di non adottare questi comportamenti suggeriti dal ministro”, ha affermato.

Secondo Aristides Teixeira, le dichiarazioni del Ministro sono «irrispettose e offensive nei confronti di chi lavora, di chi studia e di chi ha difficoltà a mettere il cibo in tavola per i propri figli».

Pertanto, l’Associazione sostiene che Maria da Graça Carvalho debba dimettersi o essere destituita, considerando che la ministra sia «completamente fuori dalla realtà».

Lavoro da casa e sospensione dei pedaggi

L’Associazione chiede inoltre al Governo di ripristinare con urgenza il telelavoro, così come praticato durante la pandemia, e di sospendere tutti i pedaggi.

«La sospensione di tutti i pedaggi rappresenta sempre un sollievo per le persone che mantengono in movimento i cinque milioni di veicoli del Paese, nonché per l’ISP [Imposta sui prodotti petroliferi ed energetici]. Chiediamo inoltre l’azzeramento dell’IVA, che è indispensabile per generi alimentari e medicinali», ha sottolineato.

L’Associazione ritiene inoltre che i distributori di beni di prima necessità debbano essere rimborsati per i prezzi del carburante pagati dall’inizio della guerra in Ucraina fino ad oggi.

«Queste sono le misure che ci sembrano prioritarie e che il Governo sta mettendo da parte o sta cercando di ignorare», ha affermato.

Questo clacson risuona mentre è in corso una marcia lenta organizzata dagli imprenditori del settore del movimento terra, partita alle 7:40 dall’ingresso di Lordelo sull’A42, con oltre un centinaio di veicoli, per chiedere «risposte concrete» all’aumento dei prezzi del carburante.

Il promotore dell’iniziativa, Miguel Machado Mendes, ha stimato che sul luogo della protesta siano attesi quasi cinquecento veicoli pesanti, che si raduneranno lungo il percorso verso Coimbra.

Il programma di questa marcia lenta prevede di dirigersi verso la A41, in direzione nord-sud, e poi lungo la A1, nella stessa direzione, fino a Coimbra Sul, dove si concluderà.

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