I “post sui social media”, che includono l’affermazione secondo cui “tra 847 giorni i pagamenti in contanti superiori a 10.000 euro diventeranno illegali” e che, alla fine, «ogni euro sarà programmabile, tracciabile e completamente sotto controllo» e che sono accompagnati da una foto di Ursula von der Leyen e da riferimenti a una «dittatura satanica», sono un misto di normativa reale e pura fantasia.
I post fanno riferimento alle scadenze del luglio 2027 e dell’inizio del 2029. In realtà, l’Unione europea (UE) ha adottato il regolamento (UE) 2024/1624 nel maggio 2024 come parte di un pacchetto legislativo volto a contrastare il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo.
Tale regolamento impone un limite di 10.000 euro ai pagamenti in contanti per l’acquisto di beni e servizi, con entrata in vigore il 10 luglio 2027. L’articolo 80 del regolamento stabilisce che «le persone che commerciano in beni o forniscono servizi possono accettare o effettuare pagamenti in contanti solo per un importo massimo di
10.000 euro o l’equivalente in valuta nazionale o estera». Si chiarisce che l’obiettivo è contrastare il commercio illecito e che la norma non si applica ai «pagamenti tra privati a titolo non professionale».
Il regolamento non vieta il possesso o il trasporto di contanti per importi superiori a 10.000 euro. Si limita a ribadire l’obbligo già esistente di dichiarare tali importi alle autorità doganali alle frontiere esterne dell’UE.
Per quanto riguarda l’assenza di qualsiasi conflitto tra il regolamento dell’UE e la legislazione nazionale, Magda Moura Canas (portavoce di DECO PROteste) ha dichiarato a SIC Verifica: «Questa esclusione significa che, in virtù di tale articolo, il limite massimo UE di 10.000 euro non si applica alle transazioni private tra persone fisiche che non agiscono a titolo professionale. Quindi, ad esempio, un privato che vende un oggetto personale a un altro privato non rientrerebbe nell’ambito di applicazione di tale limite UE».
Ha poi aggiunto che il nuovo regolamento si limita a fissare un limite massimo comune e consente ai singoli Stati membri di superarlo. In Portogallo, la legge vieta qualsiasi incasso in contanti pari o superiore a 3.000 euro per qualsiasi transazione tra privati. Pertanto, nell’esempio della vendita di un’auto per
11.000 euro tra due privati in Portogallo, «il pagamento interamente in contanti non è consentito» e «deve essere effettuato tramite un altro mezzo legalmente accettabile che identifichi il destinatario, ad esempio un bonifico bancario».
La signora osserva che, sebbene «l’esclusione delle transazioni tra privati possa suscitare qualche preoccupazione riguardo alla tracciabilità di determinate transazioni», l’uso di un metodo di pagamento tracciabile «rende di fatto più facile fornire la prova della transazione» a fini fiscali. Conclude affermando che «il limite UE di 10.000 euro non costituisce in alcun modo un nuovo limite universale per tutte le transazioni tra privati e non abroga in alcun modo la legislazione portoghese, più restrittiva».
Le affermazioni secondo cui l’euro diventerà completamente programmabile e tracciabile si riferiscono al progetto dell’UE e della BCE relativo all’euro digitale. Il lancio dell’euro digitale è previsto per il 2029. Sia il Consiglio che la Commissione hanno chiarito che «l’euro digitale andrà a integrare, non a sostituire, il contante» e che il contante continuerà a essere emesso e utilizzato.
Per quanto riguarda il controllo statale sulla spesa dei cittadini, Piero Cipollone (membro del Comitato esecutivo della BCE) ha chiarito in modo inequivocabile che «non sarà mai possibile limitare l’uso dell’euro digitale a scopi predefiniti» e che non ci saranno restrizioni su dove, quando o per quale scopo sarà possibile spenderlo.
Per quanto riguarda la privacy, la BCE ha confermato che le transazioni offline (di persona) garantiranno la stessa riservatezza del contante e che, per le transazioni online, la BCE non sarà in grado né di identificare l’individuo né di tracciare le sue transazioni. Il quadro definitivo, ovviamente, è ancora soggetto all’approvazione della futura legislazione dell’UE.









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