Con la creazione di diverse aree su larga scala in tutto il Portogallo, il governo intende replicare il polo industriale e di data center di Sines nella Costa Vicentina. Si tratta di un’area che ha attualmente raggiunto la massima capacità, essendo una delle zone industriali più ambiziose del sud Europa e il più grande porto in acque profonde del Portogallo. I nuovi siti saranno adattati per attrarre hyperscaler, infrastrutture di intelligenza artificiale e altri importanti investimenti.

Il ministro portoghese per la Coesione Territoriale, Manuel Castro Almeida, ha presentato in occasione di una conferenza tenutasi a giugno sette nuovi mega data center in stile «Sines». A Sines, l’area industriale ha già attirato in Portogallo oltre 25 miliardi di euro. Una cifra che supera il Piano per la ripresa e la resilienza (il “RRP”), il Piano di trasformazione e resilienza del Portogallo (PTRR) o i finanziamenti UE del PT2030.

Il ministro sottolinea, tuttavia, che le scadenze serrate per il completamento dei progetti all’inizio del prossimo decennio sono ambiziose. Il governo sta attualmente lavorando a un piano su come rispettare tali scadenze. Allo stesso tempo, il ministro sottolinea la necessità che la città di Sines stia al passo con il rapido sviluppo dell’area industriale. Secondo il ministro, Sines non può limitarsi a essere un semplice agglomerato di fabbriche. Per far fronte alla crescita demografica e per diventare un luogo attraente per la manodopera qualificata, la città deve disporre di scuole, medici, supermercati e reti infrastrutturali adeguate.

Inoltre, la carenza di alloggi è una delle priorità dell’agenda della città di Sines.

Il governo è consapevole che, con Sines ormai al limite della sua capacità, la soluzione non è espandere l’area, ma replicarla. L’idea è quella di creare due aree di incubazione di imprese di medie e grandi dimensioni nel nord del Paese – una sulla costa e una nell’entroterra – e due nella regione centrale, anch’esse una sulla costa e una nell’entroterra, oltre a una nella regione di Lisbona e della Valle del Tago e una nell’Alentejo interno. Le dimensioni complete delle nuove aree non sono ancora disponibili, ma le stime iniziali fornite dal ministro oscillano tra i 300 e gli 800 ettari.

La creazione delle nuove aree è prevista grazie ai finanziamenti del PTRR. Sarà il CCDR, ovvero le commissioni regionali di coordinamento e sviluppo presenti in ciascuna regione, a studiare le aree.

Poiché i data center consumano enormi quantità di energia, una risorsa abbondante in Portogallo, i prezzi dell’elettricità risultano tuttavia elevati. Cosa comporterà ciò per il consumatore medio? Secondo Ana Quelhas, direttrice esecutiva di Global Hydrogen & Data Centres presso EDP, è vero che i cosiddetti «hyperscaler» consumano molta energia. Tuttavia, ha sottolineato alla conferenza .AI del 14 luglio a Lisbona che l’aumento dei costi dei data center non si traduce in maggiori costi energetici per il consumatore finale. L’intelligenza artificiale richiederà più energie rinnovabili, più infrastrutture, più batterie e maggiori investimenti, ma lei ritiene che questa esigenza trasformerà l’intero settore.

Come il ministro per la Coesione territoriale, anche Ana Quelhas menziona la necessità di pianificare l’intera domanda, i consumi e lo sviluppo delle infrastrutture, sottolineando che questi ambiti richiedono investimenti per far fronte all’aumento del consumo energetico.

Il Portogallo conta attualmente 14 data center operativi e 11 progetti in fase di sviluppo.