Anziché lanciarsi in un’altra campagna di acquisti su larga scala, i campioni del Portogallo hanno sostanzialmente mantenuto la fiducia nel gruppo che ha conquistato il titolo nella scorsa stagione, una decisione che la dice lunga su come Francesco Farioli e i vertici del club valutino l’attuale rosa.

Dopo un’estate in cui il Porto ha investito massicciamente per ricostruire la squadra, il calciomercato di quest’anno è stato caratterizzato da una certa moderazione. André Villas-Boas ha pubblicamente indicato una strategia più misurata, privilegiando la continuità e acquisti mirati anziché spese ingenti. Il ritorno di André Silva ha suscitato grande interesse, mentre sono arrivati alcuni giovani giocatori, ma il nucleo della rosa rimane intatto.

Per i tifosi del Porto che speravano in una rivoluzione, la situazione potrebbe sembrare un po’ deludente. Tuttavia, ciò significa anche che i tifosi dovrebbero avere un’idea chiara di cosa aspettarsi dalla squadra di Farioli in questa stagione.

L’allenatore italiano ha trasformato l’identità del Porto durante la sua prima stagione. La sua squadra si basava sull’organizzazione, sulla disciplina tattica e sulla solidità difensiva piuttosto che su un travolgente estro offensivo. Ci sono state partite in cui il Porto ha dominato il possesso palla e altre in cui si è accontentato di controllare gli spazi e limitare le occasioni degli avversari, ma il fattore comune è sempre stata la struttura. Quella formula alla fine ha portato alla conquista di trofei e non ci sono indicazioni che Farioli intenda abbandonarla.

Per molti versi, la stagione 2026/27 sembra già destinata a essere un proseguimento di quella precedente. Le basi rimangono identiche. Diogo Costa continua a essere uno dei migliori portieri d’Europa, l’assetto difensivo è stato mantenuto e la comprensione da parte della squadra delle richieste di Farioli dovrebbe essere notevolmente più solida dopo un intero anno di lavoro insieme. Mentre Benfica e Sporting potrebbero aver bisogno di tempo per integrare i nuovi giocatori e adattarsi alle dinamiche in evoluzione, il Porto affronta la stagione con il vantaggio della familiarità.

Questa continuità è già stata evidente nelle prime settimane. Il Porto ha esordito in campionato con una vittoria controllata per 2-0 sull’Alverca e ha conquistato la Supercoppa, prolungando lo slancio positivo della scorsa stagione. Ancora più importante, le prestazioni hanno rispecchiato le stesse caratteristiche che hanno contraddistinto la stagione vincitrice del titolo: organizzazione, pazienza e solidità difensiva.

Se c’è una previsione che i tifosi possono fare con sicurezza, è che il Porto difficilmente subirà molti gol.

In un momento in cui il Benfica sta ancora cercando di trovare il proprio equilibrio sotto nuove influenze e lo Sporting continua ad adattarsi dopo le partenze chiave, il Porto sembra in grado di rimanere la squadra più difficile da sfondare del campionato. Farioli ha costruito la sua reputazione sulla struttura difensiva e sulla disciplina collettiva, e ci sono pochi segnali che indicano che gli avversari troveranno spazi significativamente maggiori contro i Dragoni in questa stagione rispetto a un anno fa.

La domanda è se l’eccellenza difensiva da sola basterà a difendere il titolo.

La sfida più grande che il Porto dovrà affrontare potrebbe non essere quella di impedire i gol, ma di crearli. Mantenere sostanzialmente la stessa rosa significa che i punti di forza rimangono, ma così anche alcuni limiti. Ci sarà pressione su giocatori come Gabri Veiga, André Silva e l’attacco del Porto affinché forniscano la creatività e la incisività necessarie per competere con la potenza offensiva messa in campo da Benfica e Sporting.

Tuttavia, c’è un argomento forte a sostegno del fatto che la mossa di mercato più azzeccata del Porto sia stata proprio quella di evitare del tutto la necessità di operazioni di mercato di rilievo. In un’epoca in cui i club cercano spesso di reinventarsi continuamente, i Draghi hanno optato per la stabilità. L’allenatore è lo stesso, l’identità tattica è consolidata e lo spogliatoio ha già ben chiara la propria missione.

Forse non è il progetto più entusiasmante tra i «Tre Grandi» del Portogallo, ma potrebbe benissimo essere il più prevedibile. Per i tifosi del Porto, questa prevedibilità non è necessariamente un male. Se i primi segnali sono indicativi, i Dragoni sembrano pronti a offrire ancora una volta ciò che ha portato al successo la scorsa stagione: un calcio disciplinato, sicurezza difensiva e una squadra eccezionalmente difficile da battere.