Così ho prenotato una settimana in un hotel ai Caraibi per riposarmi. Dopo ventiquattro ore, volevo tornare a casa dalla mia famiglia, ma mia moglie, giustamente, mi ha detto: «Resta dove sei e rimettiti in sesto!».

Mi sono messo al pianoforte dell’hotel e ho suonato «Joy» per tirarmi su di morale. Ha funzionato e mi ha insegnato che, cambiando prospettiva, si cambia il risultato.

Tutti parliamo di felicità e della ricerca della felicità; tuttavia, credo che sia uno stato d’animo e una mentalità che riconosce la gioia.

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La gioia in sé è soggettiva e ognuno ha la propria idea di cosa sia effettivamente la gioia. Penso che sia un’emozione o un’esperienza che suscita sensazioni di benessere e conforto. Ed è per questo che ho scritto “Joy”! È contenuta nell’album “Mnemonics”.