Gli Stati manterrebbero il controllo sui confini marittimi esistenti, risolvendo così l’incertezza relativa al loro status giuridico. L’accordo fa eco a una sentenza della Corte internazionale di giustizia che afferma i diritti sovrani delle nazioni situate in zone a bassa altitudine.
La dichiarazione segna la prima volta in cui i leader mondiali hanno approvato collettivamente misure di tutela per gli Stati minacciati dall’innalzamento del livello del mare. Il presidente di Palau, Surangel Whipps Jr., ha accolto con favore l’accordo, sottolineando che l’innalzamento del livello del mare minaccia le comunità e gli stili di vita, ma non i loro diritti giuridici né la loro posizione di Stati.
La dichiarazione sancisce il riconoscimento internazionale della continuità della sovranità nonostante la potenziale perdita di territorio.









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