Le proposte nascono in risposta al fenomeno del “turismo sanitario” e mirano a rendere obbligatoria la presentazione di un documento che attesti la residenza o la copertura assicurativa sanitaria. Le misure intendono inoltre rafforzare i meccanismi di riscossione dei pagamenti per i servizi prestati.
Nel dibattito parlamentare, secondo quanto riferito, i partiti hanno sostenuto che «gli stranieri non residenti dovrebbero pagare le cure, sottolineando le difficoltà nel riscuotere gli importi dovuti», come descritto in una nota diffusa dal Governo. Il deputato del PSD Alberto Machado afferma inoltre che, in caso di mancato pagamento dei servizi prestati, il debito sarà a carico dei contribuenti residenti in Portogallo. Il Governo assicura inoltre che le misure approvate tutelano i diritti degli immigrati in regola e l’accesso dei non residenti al servizio di emergenza, i cui costi devono essere sostenuti dagli stessi utenti o tramite l’assicurazione sanitaria.
Il dibattito si svolge in un contesto caratterizzato da difficoltà nell’«identificare e addebitare i servizi forniti agli utenti stranieri non residenti».
I dati dell’Amministrazione Centrale del Sistema Sanitario rivelano che, dei circa 19,3 milioni di schede degli utenti del SNS, circa 4,4 milioni non dispongono di informazioni identificative complete.







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