Ogni giorno, gli aggiornamenti hanno dato spazio alle manifestazioni in tutto il Paese, tra cui accampamenti nelle piazze pubbliche, marce con cartelli, musica dal vivo e scontri con la polizia. A prima vista, si potrebbe pensare che i giovani siano in prima linea nella causa, ma i resoconti, le immagini e le interviste suggeriscono che questa questione riunisca persone di ogni estrazione sociale.
Le richieste dei manifestanti
Prima di approfondire le conseguenze di queste proteste, è necessario contestualizzare le reali richieste dei manifestanti. I movimenti che stanno dietro agli accampamenti hanno avanzato sei richieste principali: «abbasso la legge sugli affitti; basta con gli sfratti; basta con l’acquisto di immobili da parte dei fondi avvoltoi; più alloggi sociali; la conversione degli immobili sfitti in alloggi; e il tetto massimo agli affitti».
Queste rivendicazioni derivano da una crisi abitativa che affligge il Portogallo da anni e che, soprattutto, ha impedito alla Generazione Z di acquistare una casa propria. I canoni di locazione sono in costante aumento, il prezzo al metro quadrato è insostenibile per la maggior parte dei potenziali acquirenti e l’assenza di limiti massimi agli affitti ha portato allo sfratto di famiglie e anziani che, con redditi modesti, non riescono a tenere il passo con gli aumenti degli affitti.
Sostegno del governo
Sarebbe un’omissione affermare che il governo portoghese non abbia adottato alcuna misura per alleviare questo problema, dato che esistono già alcuni programmi a tal fine.
Il programma «1.º Direito» (1° Diritto) – Programma di sostegno all’accesso all’alloggio si rivolge alle famiglie che vivono in condizioni abitative inadeguate e che non dispongono dei mezzi finanziari per permettersi un alloggio adeguato; i comuni lo attuano in coordinamento con le Strategie Locali per l’Alloggio.
Nel frattempo, il Programma di sostegno all’affitto (PAA / Affitto accessibile) promuove alloggi in affitto a canoni inferiori a quelli di mercato, commisurati al reddito familiare. Per il sostegno diretto agli inquilini, i programmi «Porta 65 Jovem» e «Porta 65+» forniscono assistenza finanziaria per il pagamento dell’affitto a giovani e persone in circostanze specifiche, come coloro che subiscono una riduzione del reddito o le famiglie monoparentali.
Parallelmente, l’“Affitto Assistito” (Arrendamento Apoiado) è un programma di edilizia sociale in cui l’affitto è calcolato in base al reddito familiare e si applica agli immobili di proprietà dello Stato o dell’IHRU (Istituto per l’Edilizia Abitativa e la Riqualificazione Urbana).
In caso di emergenza, il programma “Porta de Entrada” (Gateway) fornisce sostegno urgente a persone che si trovano ad affrontare esigenze abitative impreviste, come quelle derivanti da sfratti, calamità naturali o violenza domestica.
Per quanto riguarda gli investimenti e l’offerta abitativa, il Piano di Ripresa e Resilienza (PRR) finanzia la costruzione e la riqualificazione di alloggi pubblici e a prezzi accessibili su tutto il territorio nazionale. Inoltre, l’iniziativa “Construir Portugal” (Costruire il Portogallo) e i relativi pacchetti di incentivi riuniscono misure recenti — tra cui un’aliquota IVA ridotta al 6% per specifici progetti di costruzione o ristrutturazione, nonché la mobilitazione di terreni e beni pubblici — tutte volte ad aumentare l’offerta di alloggi sul mercato.
Sebbene queste misure siano in vigore e contribuiscano a migliorare la situazione, non sono accessibili a tutti e, dato il contesto nazionale, non garantiscono un maggiore accesso all’alloggio. A causa di queste questioni irrisolte, i cittadini sono scesi in piazza e, montando tende nei centri di varie città, hanno illustrato un possibile futuro in cui molte persone non avranno altra scelta che vivere per strada.
Vandalismo o proteste?
Queste recenti manifestazioni hanno anche provocato episodi di caos che, secondo il movimento, non rispecchiano la causa per cui si battono, e i manifestanti sostengono che si tratti di un movimento pacifico.
Gli scontri con le forze dell’ordine hanno già portato a diversi arresti, ma le autorità non sono riuscite a identificare i responsabili degli atti di vandalismo avvenuti a Rossio, a Lisbona. Le autorità affermano che gli arresti effettuati finora sono dovuti a violazioni del coprifuoco in vigore.
Secondo un articolo pubblicato dall’agenzia di stampa Lusa, gli accampamenti nelle strade del Paese non sono ancora stati smantellati.
Il movimento «Acampada de Lisboa» (Accampamento di Lisbona) ha indetto una manifestazione per il 24 settembre contro la speculazione immobiliare e a sostegno del diritto alla casa. Il corteo partirà da Marquês de Pombal alle ore 15:00 e si dirigerà verso piazza Rossio.
La manifestazione, intitolata «Non abbiamo casa, quindi piantiamo le tende!», partirà dalla rotatoria di Marquês de Pombal e si concluderà in piazza Rossio — luogo in cui, da sabato scorso, centinaia di persone si riuniscono quotidianamente per chiedere misure volte ad affrontare la crisi abitativa.
Anche a Porto è prevista una manifestazione per sabato, sebbene l’orario non sia ancora stato fissato. Nel frattempo, a Braga è in programma un’«assemblea popolare» per sabato, dalle ore 15:00 fino a mezzanotte.
La manifestazione è stata uno dei risultati della quinta assemblea popolare organizzata dal movimento “Acampada de Lisboa”. L’assemblea si è tenuta il 21 ottobre in Praça D. Pedro IV (Piazza Rossio), è durata circa tre ore e ha riunito ancora una volta centinaia di partecipanti.
L’assemblea si è inoltre impegnata a tenere assemblee popolari quotidiane alle 19:00 a Rossio. Ha inoltre invitato le confederazioni sindacali CGTP-IN e UGT a organizzare uno «sciopero generale per il diritto alla casa» l’11 novembre, in concomitanza con uno sciopero generale previsto in Spagna.








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