Su Facebook è stato pubblicato un messaggio molto breve (9 parole): “Smettete di seguire la vostra routine di cura della pelle a bordo; è un volo di 2 ore”. Questo avviene in un momento in cui sembra quasi una moda applicare creme idratanti, maschere per il viso e creme per il contorno occhi sui voli a corto raggio.
Il ragionamento è, ovviamente, che l’umidità in cabina è così bassa (può essere inferiore del 20% rispetto al normale) che la pelle si secca.
Il post ha subito suscitato una valanga di commenti ironici. Diversi passeggeri hanno addirittura chiesto se la compagnia aerea stesse per introdurre un supplemento per truccarsi a bordo, o se avesse intenzione di iniziare a vendere maschere per il viso a bordo a 9,99 €.
Altri ancora hanno colto l’occasione per muovere una critica feroce al rigore con cui la compagnia aerea fa rispettare le dimensioni del bagaglio a mano ai gate. Altri, ovviamente, si sono semplicemente fatti una bella risata all’idea di doversi presentare al meglio per la prima cosa che si fa appena atterrati.
Nonostante queste routine siano molto in voga in cabina, gli esperti di dermatologia e cura della pelle consigliano di effettuare il trattamento viso prima di salire sull’aereo.
Il consiglio tecnico fornito dall’aeroporto di Londra Luton (dalla dott.ssa Nora Jaafar) è di evitare qualsiasi trattamento complesso per la cura della pelle a 40.000 piedi di quota. Se proprio si deve fare qualcosa, è meglio limitarsi a qualcosa di molto semplice, come uno spray idratante o un balsamo per le labbra.
È importante avere le mani pulite ed evitare qualsiasi cosa che possa risultare anche solo leggermente irritante in condizioni di bassa umidità. Questo è un altro dei comportamenti a bordo perennemente controversi (insieme all’occupazione anticipata dell’area d’imbarco, alla reclinazione dei sedili, alla fretta di alzarsi non appena si spegne il segnale delle cinture di sicurezza, ecc.).









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