I 12 paesi hanno concordato di immettere sul mercato un totale di 42,6 milioni di barili entro la fine di gennaio 2027, a seguito delle crescenti preoccupazioni relative ai prezzi dell’energia e alle interruzioni delle forniture internazionali.

Di questo totale, 20,5 milioni di barili saranno di gasolio, un carburante che ha subito aumenti di prezzo particolarmente marcati durante il conflitto in corso che coinvolge l’Iran.

L’accordo è stato annunciato giovedì 29 ottobre, a seguito di una riunione dei ministri dell’Energia dell’UE tenutasi a Lussemburgo.

Il Portogallo partecipa insieme a Germania, Francia, Italia, Grecia, Danimarca, Belgio, Lituania, Lussemburgo, Lettonia, Svezia e Paesi Bassi.

L’annuncio non specifica quale sarà il contributo individuale del Portogallo in termini di quantità di petrolio.

La decisione mira ad aumentare la quantità di petrolio e gasolio disponibile sul mercato, alleviando potenzialmente parte della pressione sui prezzi all’ingrosso dei carburanti.

Tuttavia, gli automobilisti non dovrebbero necessariamente aspettarsi una riduzione immediata presso le stazioni di servizio.

I prezzi dei carburanti sono influenzati da diversi fattori, tra cui i mercati petroliferi internazionali, i costi di raffinazione, i trasporti, la tassazione e i tassi di cambio.

Il rilascio delle riserve di emergenza può contribuire ad aumentare l’offerta, ma l’effetto sui prezzi al dettaglio dipenderà dalla reazione dei mercati internazionali.

L’intervento fa seguito a un periodo di notevole volatilità nei mercati energetici, con i prezzi del gasolio che hanno superato i 2,30 euro al litro in diversi paesi europei.

Il commissario europeo per l’Energia, Dan Jørgensen, ha affermato che l’UE sta intervenendo per stabilizzare i mercati del gasolio in vista dell’inverno.

La Commissione europea ha inoltre riconosciuto la pressione finanziaria che l’aumento delle bollette energetiche sta esercitando sulle famiglie, pur sostenendo che al momento non sussista una minaccia immediata alla sicurezza complessiva dell’approvvigionamento.

Le riserve strategiche di petrolio sono scorte di greggio e prodotti petroliferi mantenute per aiutare i paesi a far fronte a gravi interruzioni dell’approvvigionamento.

Esse fungono da riserva temporanea quando i mercati internazionali registrano carenze, difficoltà di trasporto o improvvisi aumenti della domanda.

L’ultimo annuncio europeo fa seguito a un accordo raggiunto dal G7 all’inizio di ottobre per immettere sul mercato fino a 100 milioni di barili di petrolio greggio e gasolio nell’arco di quattro mesi.

Anche l’Agenzia internazionale per l’energia (AIE) ha incoraggiato i paesi a ricorrere alle scorte di emergenza per contribuire a stabilizzare i mercati prima dell’inverno.

Il rapporto dell’AIE sul mercato petrolifero di ottobre evidenzia la pressione sulle forniture di gasolio, in particolare poiché le interruzioni delle esportazioni dal Medio Oriente hanno influito sulla disponibilità di prodotti petroliferi raffinati.

L’agenzia ha segnalato che i prezzi del gasolio sono rimasti eccezionalmente elevati rispetto a quelli del greggio, con conseguenze che vanno oltre gli automobilisti e si estendono al trasporto merci, ai costi aziendali e all’inflazione.

Ciò contribuisce a spiegare perché quasi la metà delle forniture europee consisterà specificamente in gasolio anziché solo in petrolio greggio.

Nonostante l’incertezza internazionale, l’associazione portoghese dell’industria petrolifera, EPCOL, ha affermato di non prevedere un’imminente carenza di approvvigionamenti di carburante durante il prossimo inverno.

In un’intervista all’agenzia di stampa Lusa, il rappresentante dell’associazione João Reis ha spiegato che la sicurezza dell’approvvigionamento del Portogallo dipende da una combinazione di capacità di raffinazione nazionale, infrastrutture logistiche, importazioni e riserve strategiche.

Tuttavia, l’associazione ha riconosciuto che i prezzi futuri del carburante rimangono difficili da prevedere a causa della situazione geopolitica.

Il Portogallo mantiene scorte petrolifere di emergenza nell’ambito delle proprie misure di sicurezza energetica, il che consente al Paese di far fronte a interruzioni impreviste delle forniture internazionali.

Negli ultimi mesi il governo ha inoltre dovuto rispondere a domande relative al luogo in cui sono stoccate alcune di queste riserve.

A settembre ha rilasciato un chiarimento riguardo alle scorte strategiche di petrolio del Paese, a seguito del dibattito pubblico sulle riserve detenute al di fuori del territorio portoghese.

L’ubicazione delle scorte di emergenza è una questione distinta dall’ultima decisione di immettere sul mercato parte delle riserve.

Per i consumatori portoghesi, il messaggio immediato è che le autorità non prevedono una carenza di carburante, anche se l’incertezza sui prezzi è destinata a persistere.

L’immissione sul mercato di 42,6 milioni di barili rappresenta una risposta coordinata a livello europeo a tale incertezza, ma resta da vedere se ciò si tradurrà in un calo dei prezzi alla pompa.

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