La normativa, approvata dal Parlamento alla fine del 2025, è volta a rafforzare la vigilanza sul settore delle criptovalute, migliorare la trasparenza del mercato e contrastare il riciclaggio di denaro, il finanziamento del terrorismo e altre attività illecite legate alle risorse digitali.
In base al nuovo quadro normativo, la Banca del Portogallo e la CMVM sono responsabili dell’autorizzazione e della vigilanza sui fornitori di servizi relativi alle criptovalute operanti nel Paese; entrambe le autorità di regolamentazione pubblicheranno e aggiorneranno regolarmente gli elenchi delle società autorizzate a offrire servizi legati alle criptovalute, specificando in dettaglio le attività che ciascuna società è autorizzata a svolgere.
Questa normativa introduce un regime di applicazione più rigoroso, con sanzioni pecuniarie significative in caso di violazioni: le persone fisiche riconosciute colpevoli dei reati più gravi rischiano multe fino a 2,5 milioni di euro, mentre le società possono essere multate fino a 5 milioni di euro.
Tra i reati classificati come particolarmente gravi figurano la prestazione di servizi relativi alle criptovalute senza l’approvazione delle autorità di regolamentazione, la manipolazione dei mercati e la fornitura di informazioni false o fuorvianti alle autorità di regolamentazione, ai clienti o al pubblico.
La legge è stata promulgata dall’ex presidente Marcelo Rebelo de Sousa il 13 dicembre 2025, nonostante le riserve sui rischi associati alle criptovalute.
All’epoca, egli ha riconosciuto le preoccupazioni relative al settore, ma ha sostenuto che l’attuazione della normativa fosse necessaria per garantire la conformità del Portogallo al regolamento dell’Unione Europea sui mercati delle criptovalute (MiCA), aggiungendo che una regolamentazione imperfetta fosse preferibile all’assenza totale di un quadro normativo.
Tuttavia, nel settore dei servizi finanziari permangono preoccupazioni su come viene gestita la transizione.
L’Associazione portoghese degli istituti di pagamento e della moneta elettronica (ANIPE) ha avvertito che la conclusione del periodo transitorio del MiCA potrebbe rendere impossibile l’operatività di alcune parti del mercato nazionale delle criptovalute se le domande di autorizzazione in sospeso non venissero evase in tempo.
In una dichiarazione, l’associazione ha affermato che solo un numero esiguo di imprese ha finora ricevuto l’autorizzazione completa ai sensi del nuovo regime, sostenendo che i ritardi nell’adeguamento della legislazione nazionale portoghese, uniti alle lunghe procedure di approvazione, hanno lasciato a molte imprese un tempo insufficiente per completare il processo di autorizzazione prima dell’entrata in vigore delle nuove norme.
L’ANIPE ritiene che la situazione possa creare difficoltà agli operatori le cui domande sono ancora in fase di esame, nonostante abbiano già avviato il processo di autorizzazione.
L’associazione chiede ora sia alla Banca del Portogallo che alla CMVM di garantire maggiore trasparenza sulle domande in sospeso, compresi i tempi previsti per le decisioni, e di chiarire quali misure transitorie o attenuanti, se del caso, si applicheranno alle imprese le cui domande rimangano irrisolte dopo l’entrata in vigore del nuovo regime.









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