IP monitora gli incidenti stradali che coinvolgono ungulati (cinghiali, caprioli, cervi rossi e altri) dal 2010, e il numero è aumentato quasi ininterrottamente nel corso dei 15 anni di monitoraggio, ha affermato Graça Garcia, biologa presso Infraestruturas de Portugal. La biologa è intervenuta a Lousã in occasione del primo seminario dal titolo «Impacto – Verso la mitigazione dell’impatto degli ungulati selvatici in Portogallo».
Il grafico presentato mostra che, mentre fino al 2015 venivano registrati meno di 20 incidenti all’anno, nel 2025 il numero ha superato i 140.
Graça Garcia ha sottolineato che, dal 2010, si sono verificati complessivamente 856 incidenti stradali sulle strade di competenza di IP, la stragrande maggioranza dei quali ha coinvolto cinghiali (762).
Espansione delle popolazioni
Secondo la biologa, questo aumento esponenziale è dovuto non solo alla rapida espansione delle popolazioni di cinghiali su tutto il territorio, ma anche a un aumento delle segnalazioni.
Tuttavia, la cifra è molto più elevata se si includono gli incidenti avvenuti su strade non gestite dall’IP.
Un progetto guidato dall’Università di Aveiro e promosso dall’Istituto per la Conservazione della Natura e delle Foreste (ICNF) ha registrato oltre 500 incidenti che hanno coinvolto cinghiali all’anno tra il 2019 e il 2020, su tutti i tipi di strade.
Aumento costante
Carlos Fonseca, che ha coordinato quel progetto e guida anche il progetto “Impacto”, ha partecipato al seminario e ha dichiarato all’agenzia di stampa Lusa che il numero di incidenti è in aumento di anno in anno — superando ormai le mille collisioni all’anno — con regioni come Coimbra e Viseu che rappresentano aree particolarmente critiche. «Esistono zone a rischio elevato di incidenti stradali che sono strettamente correlate a una maggiore presenza di questa specie», ha osservato.
Il progetto presentato oggi, che si basa su lavori precedenti, mira a definire strategie per comprendere meglio le tendenze delle popolazioni di ungulati e i modi per mitigarne l’impatto, sia per quanto riguarda gli incidenti stradali che l’agricoltura.
«Senza dati di riferimento o conoscenze sulle densità di popolazione, ci mancano le informazioni necessarie per definire misure di adattamento volte a gestire meglio queste popolazioni», ha affermato Carlos Fonseca. Egli coordina un piano che mira non solo a raccogliere maggiori informazioni, ma anche a sviluppare e testare strumenti per ridurre l’impatto di questi animali selvatici, fornendo in ultima analisi una serie di linee guida per coloro che sono interessati dall’aumento di queste specie in tutto il Paese.
Commissionato dal Governo e attuato dall’ICNF (Istituto per la Conservazione della Natura e delle Foreste), il lavoro scientifico del progetto è guidato dal Centro di Studi Ambientali e Marini (CESAM) dell’Università di Aveiro.
Nuove misure
L’iniziativa valuterà inoltre le misure stabilite dall’ICNF per ridurre la popolazione di cinghiali, verificando se abbiano o meno un impatto sulla specie.
Durante il seminario, il sindaco di Lousã, Victor Carvalho, ha sottolineato l’importanza di trovare un equilibrio tra la presenza di animali come cervi e cinghiali, che attraggono turisti e generano opportunità economiche, e la pressione che esercitano sui sistemi agricoli, in particolare sull’agricoltura a conduzione familiare.
Secondo il sindaco, è possibile conciliare gli obiettivi di conservazione della natura con la tutela dell’agricoltura.
Nel frattempo, il Segretario di Stato per le Foreste, Rui Ladeira, ha espresso preoccupazione per il calo del numero di cacciatori attivi, che potrebbero svolgere un ruolo chiave nel controllo delle popolazioni di ungulati. Ha sottolineato l’impatto economico dei cinghiali sulla sicurezza stradale e sull’agricoltura, citando perdite stimate di oltre otto milioni di euro all’anno solo per le colture di mais.
Il funzionario ha annunciato che nel quarto trimestre dovrebbe essere pubblicato un bando per sostenere e proteggere le colture colpite da questi animali.








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