La sanzione, pur essendo significativa dal punto di vista simbolico, potrebbe in definitiva avere un impatto limitato sui piani calcistici immediati del Portogallo.

La federazione ha inflitto a Ronaldo una squalifica di 30 giorni e una multa di 255 euro al termine del procedimento disciplinare relativo alla sua decisione di abbandonare il ritiro della Seleção in seguito al pubblico scontro con l’allenatore Jorge Jesus. La squalifica deriva dall’abbandono di Ronaldo a seguito di divergenze sul suo ruolo in squadra e sul suo minutaggio durante le partite della Nations League.

Fondamentalmente, la tempistica della sospensione fa sì che Ronaldo dovrebbe essere comunque disponibile per le prossime partite internazionali del Portogallo a novembre. Diverse fonti indicano che la sanzione abbia avuto inizio alla fine di settembre, quando ha lasciato la squadra, il che significa che la sospensione sarà già scaduta prima delle prossime partite della Nations League del Portogallo contro Danimarca e Galles.

In termini pratici, questa misura sembra meno un tentativo di allontanare Ronaldo dalla nazionale e più una dichiarazione di natura disciplinare. La federazione doveva agire. Lo stesso Ronaldo ha riconosciuto la propria responsabilità per aver lasciato il ritiro e ha accettato che la punizione fosse appropriata. Allo stesso tempo, sia i funzionari della federazione che i membri della squadra hanno ripetutamente espresso la speranza che egli possa tornare una volta risolta la questione.

Una saga disciplinare

Per i tifosi portoghesi, la situazione riporta inevitabilmente alla mente un’altra famosa vicenda disciplinare. Nel 2011, Ricardo Carvalho abbandonò la nazionale dopo essere stato escluso dalla formazione titolare da Paulo Bento. Il difensore ricevette in seguito una sospensione a tempo indeterminato e non vestì più la maglia del Portogallo per diversi anni. Quello che era iniziato come un disaccordo sulla scelta della formazione si trasformò rapidamente in una rottura che sembrava impossibile da ricomporre. Alla fine, Carvalho tornò sotto la guida di uno staff tecnico diverso, ma l’episodio lasciò un segno indelebile sulla sua carriera internazionale.

Il paragone con Ronaldo è naturale, ma ci sono differenze importanti. Carvalho si stava avvicinando agli ultimi anni della sua carriera internazionale e non possedeva l’importanza simbolica che Ronaldo riveste nel calcio portoghese. Ronaldo non è semplicemente un altro giocatore. È il miglior marcatore di tutti i tempi del Portogallo, detiene il record di presenze ed è probabilmente la figura più influente nella storia del calcio del Paese. Questo status rende qualsiasi decisione che lo coinvolga molto più delicata.

Eppure la domanda centrale rimane: come si prospetta il futuro? Le recenti prestazioni sotto la guida di Jorge Jesus hanno complicato il dibattito. Il Portogallo ha continuato a vincere nonostante le polemiche. La squadra ha battuto Danimarca, Galles e Norvegia, mettendo in mostra uno dei calci offensivi più fluidi degli ultimi anni. Giocatori come João Félix, Gonçalo Ramos e Vitinha hanno assunto ruoli più importanti, offrendo ai tifosi un assaggio di come potrebbe eventualmente presentarsi il Portogallo post-Ronaldo.

Ciò non significa automaticamente che la carriera internazionale di Ronaldo sia finita. Anzi, potrebbe essere vero il contrario. Ronaldo ha ripetutamente affermato di rimanere a disposizione della nazionale e di non avere alcuna intenzione di ritirarsi dalla nazionale in questo momento. Si è scusato per aver lasciato il ritiro, pur continuando a difendere la sua versione dei fatti riguardo a Jorge Jesus.

Ritorno o ritiro

Lo scenario più probabile è che Ronaldo torni per le partite di novembre e rimanga in campo per il resto della campagna della Nations League. Una competizione che il Portogallo è davvero in grado di vincere di nuovo potrebbe fornire l’ambiente perfetto sia per il giocatore che per la federazione per andare avanti insieme.

Tuttavia, un’altra possibilità continua a aleggiare sullo sfondo. La prossima presenza potrebbe essere quella d’addio? A 41 anni, ogni partita internazionale assume ormai un significato maggiore. Anche se l’attuale controversia dovesse alla fine risolversi, la realtà è che il Portogallo sta entrando in un periodo di transizione. Jorge Jesus sembra determinato a costruire una squadra in grado di avere successo oltre l’era Ronaldo, e le recenti prestazioni suggeriscono che tale processo sia già iniziato.

Forse l’esito più appropriato non sarebbe né un esilio drammatico né un ritiro improvviso, ma una conclusione graduale. Ronaldo rimane a disposizione, contribuisce quando necessario, aiuta il Portogallo nella Nations League e alla fine riceve l’addio che probabilmente il più grande calciatore della storia del calcio portoghese merita. Per ora, però, una cosa è certa: la sospensione è temporanea. E se la sua prossima partita con il Portogallo sarà l’inizio di una riconciliazione o il capitolo finale di una straordinaria carriera internazionale rimane una delle notizie più importanti nel mondo del calcio.

Imposta The Portugal News come fonte preferita per le notizie su Google

GoogleAggiungi come fonte preferita su Google