L’Istituto per i Comportamenti di Dipendenza e le Dipendenze (ICAD) ha confermato l’intenzione di avviare due ulteriori servizi specialistici: uno a Porto per la dipendenza dal gioco d’azzardo e un altro a Lisbona per il gioco videoludico problematico.
L’espansione fa seguito all’apertura, avvenuta a giugno, del primo centro pubblico portoghese specializzato nel trattamento della dipendenza dal gioco d’azzardo a Marvila, Lisbona.
La richiesta di aiuto è in crescita
Il numero di persone che cercano cure per problemi legati al gioco d’azzardo è più che raddoppiato in soli due anni, raggiungendo quota 782.
Da quando ha aperto quattro mesi fa, il centro di Marvila ha già effettuato 300 consulti e sta attualmente curando 50 pazienti.
Più di un semplice problema finanziario
La dipendenza dal gioco d’azzardo può avere conseguenze che vanno ben oltre l’aspetto economico, influenzando le relazioni, le famiglie e la salute mentale.
Presso il centro di Lisbona, i pazienti ricevono sostegno da psicologi, uno psichiatra e assistenti sociali. È disponibile persino un commercialista per quattro ore alla settimana per aiutare le persone a gestire i debiti legati al gioco d’azzardo.
Secondo l’ICAD, gli uomini più giovani costituiscono una quota significativa di coloro che cercano cure. Tra i pazienti di sesso maschile sotto i 40 anni, la metà ha 25 anni o meno.
Il centro si sta inoltre preparando a introdurre sessioni di sostegno alle famiglie, riconoscendo che i problemi legati al gioco d’azzardo spesso non riguardano solo la persona direttamente coinvolta.
Nel frattempo, Porto dispone già di un programma specializzato per la dipendenza dai videogiochi, attivo a Matosinhos, che il governo intende ora replicare a Lisbona.
I nuovi servizi fanno parte di piani più ampi volti a rafforzare il trattamento delle dipendenze in Portogallo entro il 2027.
Non sono ancora state confermate date di apertura, poiché l’ICAD afferma che l’espansione è ancora in fase di pianificazione.
Per chi ha difficoltà con il gioco d’azzardo o con i videogiochi, i centri proposti potrebbero, a lungo termine, significare un accesso più agevole a un sostegno specialistico più vicino a casa.








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