DECO PROteste ha segnalato che alcune proprietà potrebbero avere valutazioni fiscali che non riflettono più i fattori utilizzati per calcolare l’imposta annuale. Ciò potrebbe significare che un proprietario continui a pagare un importo più elevato anche quando una nuova valutazione potrebbe determinare un valore inferiore.

Come riporta RTP, il punto in questione è il «valor patrimonial tributário» (di solito abbreviato in VPT) dell’immobile. Si tratta del valore ai fini fiscali, piuttosto che del prezzo pagato per l’immobile o dell’importo a cui potrebbe essere venduto.

Alcuni elementi del calcolo, compresi quelli relativi all’età dell’edificio, non vengono adeguati automaticamente in modo da garantire l’importo più basso possibile. Il consiglio della DECO è di verificare le cifre tramite una simulazione.

Tuttavia, richiedere una nuova valutazione non dovrebbe essere il passo successivo automatico.

Una rivalutazione può infatti aumentare il VPT, costringendo il proprietario a pagare un'imposta più elevata. DECO PROteste raccomanda quindi di utilizzare il suo simulatore gratuito, disponibile sulla piattaforma «Impostos Simples», prima di decidere se presentare una richiesta.

C’è un altro motivo per prestare attenzione: una nuova valutazione motivata dal fatto che quella precedente sia obsoleta è generalmente soggetta a un intervallo di tre anni. L’Agenzia delle Entrate conferma questa regola nelle sue linee guida, in cui si precisa inoltre che questo tipo di richiesta non è soggetta al pagamento di una tassa.

Un aspetto che rende il calcolo particolarmente rilevante quest’anno è la precisazione contenuta nelle linee guida di DECO secondo cui il valore base al metro quadrato utilizzato nelle valutazioni immobiliari è aumentato da 665 € a 712,50 € per il 2026. Tale nuova cifra può essere utilizzata in occasione della rivalutazione di un immobile, il che potrebbe di fatto annullare la riduzione che deriverebbe dall’età dell’immobile. Una casa più vecchia, di per sé, non comporta necessariamente una bolletta più bassa.

Per i proprietari la cui simulazione mostra effettivamente un risparmio, la data di fine anno è importante. La DECO afferma che una rivalutazione favorevole richiesta entro il 31 dicembre potrebbe ridurre l’IMI da pagare nel 2027. Tuttavia, ciò non ridurrebbe la rata dovuta questo novembre.

L’importo in questione dipende sia dalla valutazione che dall’aliquota fiscale del comune. L’Agenzia delle Entrate spiega che l’aliquota standard per gli immobili urbani varia generalmente dallo 0,3% allo 0,45%.

A titolo di semplice esempio, un immobile con un VPT di 150.000 €, tassato allo 0,3%, comporta una bolletta annuale di 450 € al lordo di eventuali detrazioni o esenzioni applicabili. Se il suo VPT scendesse a 130.000 euro e l’aliquota rimanesse invariata, l’importo da pagare diventerebbe 390 euro, con un risparmio di 60 euro all’anno.

Nel frattempo, restano in vigore le attuali scadenze di pagamento. Le imposte superiori a 100 € e fino a 500 € vengono normalmente suddivise tra maggio e novembre. Quelle superiori a 500 € vengono suddivise in tre rate, a maggio, agosto e novembre.

Potrebbe valere la pena verificare la valutazione, in particolare per chi non la controlla da anni. Un primo passo utile è effettuare una simulazione, seguita da una decisione basata sul risultato.


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