La produzione solare continua a crescere, l’energia eolica mantiene un ruolo fondamentale e le risorse idriche consentono di integrare un sistema energetico sempre meno dipendente dai combustibili fossili. Ma questa trasformazione solleva una questione che ritengo essenziale per il futuro della nostra economia: stiamo davvero riuscendo a trasformare la produzione da fonti rinnovabili in un vantaggio competitivo per le imprese?
C’è una differenza importante tra produrre elettricità a basso costo e fornire quell’elettricità alle imprese a condizioni competitive. Il prezzo finale dell’energia non dipende solo dal costo di produzione. Esso include componenti legate alle reti, alla commercializzazione, alla contrattualistica e alla tassazione. Dipende inoltre dai profili di consumo, dalla volatilità del mercato e dalla capacità di ciascuna impresa di negoziare condizioni di fornitura adeguate alla propria attività.
Uno stabilimento che opera in modo continuo non può dipendere esclusivamente dai periodi in cui la produzione solare o eolica è maggiore. Ha bisogno di energia elettrica disponibile quando deve produrre, di prezzi prevedibili e di sicurezza dell’approvvigionamento. Per molte aziende, la stabilità dei costi energetici può essere importante quanto il prezzo praticato in un determinato momento. È proprio qui che comincia a emergere una delle grandi sfide della transizione energetica portoghese.
Con l’aumento della capacità di generazione da fonti rinnovabili, si verificano periodi in cui l’offerta di energia elettrica è elevata e i prezzi sul mercato all’ingrosso possono scendere in modo significativo. In determinate circostanze, possono persino diventare negativi. Tuttavia, questi momenti non significano automaticamente che le imprese beneficino di elettricità più economica durante tutto l’anno. Senza un’adeguata capacità di accumulo, reti adeguate e meccanismi di approvvigionamento in grado di sfruttare questa disponibilità, parte del potenziale economico delle energie rinnovabili potrebbe rimanere inutilizzato.
Il rapporto internazionale «2026 Trends: Renewable Energy and Solar Research» individua proprio la saturazione delle reti, i ritardi amministrativi e la necessità di una maggiore flessibilità come alcuni dei principali ostacoli alla crescita del settore. È un segnale che la prossima fase della transizione energetica non dipende più solo dall’installazione di nuovi impianti di produzione.
Il Portogallo offre esempi interessanti di soluzioni che vanno in questa direzione. Il complesso idroelettrico di Tâmega dimostra l’importanza dell’accumulo per pompaggio, mentre il progetto solare galleggiante di Alqueva mostra il potenziale della combinazione di diverse tecnologie e dello sfruttamento delle infrastrutture esistenti.
Ma la questione economica va oltre. Se vogliamo attrarre nuovi insediamenti industriali, sviluppare centri tecnologici e rafforzare la competitività delle imprese portoghesi, dobbiamo garantire che la disponibilità di energia rinnovabile si traduca in condizioni concrete per investire e produrre. Ciò richiede reti in grado di rispondere alla domanda, contratti di fornitura adeguati, investimenti nello stoccaggio e una strategia che avvicini la politica energetica alle esigenze dell’industria.
Richiede inoltre che le imprese abbiano accesso a informazioni e strumenti che consentano loro di gestire meglio i consumi, investire nell’autoconsumo quando economicamente giustificabile e ridurre l’esposizione alla volatilità dei prezzi.
Il Portogallo gode di condizioni naturali favorevoli alla produzione di energia rinnovabile. Si tratta di un vantaggio importante, ma non è sufficiente. La vera opportunità sta nel trasformare questa capacità in un’economia più produttiva, con imprese in grado di competere a livello internazionale e investimenti che creino valore aggiunto nel Paese.
La competitività energetica, infatti, non si misura solo in base al prezzo al quale siamo in grado di produrre elettricità. Si misura in base alla capacità di garantire che tale elettricità raggiunga le imprese, quando ne hanno bisogno, a costi prevedibili ed economicamente sostenibili.








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