Insieme, queste aziende hanno già raccolto oltre 11 milioni di euro in investimenti e danno lavoro a più di 160 persone. Ma ciò che trovo davvero interessante non sono solo questi numeri: è capire cosa stanno costruendo queste aziende e l’ambizione internazionale che le anima.

La diversità è forse il primo segno di maturità. Enline utilizza l’intelligenza artificiale e i gemelli digitali per ottimizzare le reti energetiche e le infrastrutture. ExpertGrain applica l’intelligenza artificiale all’enorme mole di informazioni presenti nei mercati agricoli, cercando di trasformarle in informazioni utili per i decisori. FRANK sta sviluppando agenti di intelligenza artificiale per automatizzare le operazioni nel settore assicurativo, mentre VeriCasa utilizza l’IA per automatizzare i processi di conformità, l’analisi dei documenti e le operazioni nel mercato immobiliare. CodePlatform opera in un ambito ancora più profondo dell’infrastruttura tecnologica, sviluppando modelli e strumenti per la prossima generazione di sistemi di intelligenza artificiale.

Nel settore sanitario troviamo due esempi altrettanto interessanti. Lampsy ha sviluppato un dispositivo basato sull’intelligenza artificiale in grado di monitorare le crisi epilettiche durante il sonno, una tecnologia di cui ho già avuto modo di scrivere in precedenza. Octo Health sta sviluppando una piattaforma integrata per la gestione della salute personale ed è già attiva nel mercato nordamericano. Noticed punta a utilizzare l’intelligenza artificiale per rendere più efficace la creazione e la gestione delle relazioni professionali. Savearth applica la tecnologia e l’analisi comportamentale per ridurre il consumo di acqua ed energia nel settore alberghiero. E C-MORE sta costruendo un database sui rischi operativi volto ad aiutare le grandi organizzazioni a raccogliere e utilizzare le informazioni in modo più efficace.

Dieci aziende, dieci problemi diversi e una caratteristica comune: sono state concepite per mercati molto più vasti del Portogallo. È proprio questo che dobbiamo incoraggiare. Un paese con poco più di dieci milioni di abitanti difficilmente potrà creare grandi aziende tecnologiche se queste nascono limitate al mercato nazionale. Abbiamo bisogno di aziende che utilizzino il Portogallo per sviluppare talenti, conoscenze e tecnologia, ma che fin dal primo momento guardino all’Europa, agli Stati Uniti e al resto del mondo come al proprio mercato naturale.

Ecco perché sono importanti anche iniziative come «Portugal at SF Tech Week ». Portare queste aziende a San Francisco non dovrebbe essere visto come un semplice viaggio istituzionale. Il programma prevede la preparazione all’ingresso nel mercato nordamericano, l’attrazione di investimenti, la strategia commerciale e il contatto diretto con investitori, aziende e potenziali partner. Per una startup, trovare il cliente giusto, l’investitore giusto o semplicemente comprendere meglio come entrare in un mercato come quello degli Stati Uniti può cambiare completamente la sua traiettoria.

Ho ripetutamente sostenuto che il Portogallo possiede molto più talento imprenditoriale, tecnologico e scientifico di quanto normalmente si riconosca. Il problema non è più solo quello di creare startup. Si tratta piuttosto di consentire loro di crescere, internazionalizzarsi, reperire capitali e mantenere un forte legame economico con il Paese mentre conquistano altri mercati.

Naturalmente, non tutte queste dieci aziende diventeranno grandi realtà internazionali. Il rischio fa parte dell’innovazione. Ma non è necessario che tutte abbiano successo. Dobbiamo continuare a creare centinaia di opportunità affinché alcune possano arrivare molto lontano.

A ottobre, queste dieci aziende si presenteranno in uno degli ecosistemi tecnologici più competitivi al mondo. Dobbiamo augurare loro ogni successo, ma soprattutto prestare attenzione a ciò che rappresentano. Perché una parte importante del futuro dell’economia portoghese potrebbe risiedere proprio in queste aziende che oggi sono ancora piccole, ma che sono nate pensando al mondo.