Conosciuta durante il dibattito parlamentare come la “legge sul burqa”, la legge n. 58/2026 non fa specifico riferimento al burqa né agli indumenti religiosi, ma vieta l’uso negli spazi pubblici di indumenti destinati a nascondere o ostacolare la visibilità del volto.

La normativa si applica alle strade pubbliche, agli spazi pubblici all’aperto, alle strutture dei servizi pubblici e ai luoghi in cui vengono forniti servizi generalmente accessibili ai cittadini, nonché a eventi, attività sportive e manifestazioni.

Eccezioni consentite

Ai sensi della legge, è consentito coprire il volto quando ciò sia giustificato da motivi sanitari o professionali, nonché per scopi artistici, di intrattenimento o pubblicitari.

La normativa consente inoltre di coprire il volto per motivi di sicurezza, a causa delle condizioni meteorologiche o laddove un’altra disposizione di legge lo consenta.

Inoltre, sono esclusi dalle norme gli aerei, i locali diplomatici e consolari, i luoghi di culto e altri siti sacri.

Sanzioni pecuniarie

Le sanzioni pecuniarie dipendono dal fatto che la violazione sia considerata colposa o dolosa.

Le violazioni per negligenza possono comportare una multa compresa tra 150 e 750 euro, mentre quelle intenzionali comportano multe che vanno da 400 a 3.000 euro.

Le forze di polizia provvederanno all’applicazione della legge e alla registrazione delle presunte infrazioni, mentre il relativo consiglio comunale gestirà i procedimenti e deciderà in merito alla sanzione.

Inoltre, la normativa introduce un reato a sé stante per chi costringe un’altra persona a coprirsi il volto.

Chiunque lo faccia ricorrendo a minacce, violenza, coercizione o abuso di autorità o potere può incorrere in una pena detentiva fino a due anni o in una multa pari a un massimo di 240 giorni, e la pena aumenta di un terzo quando la vittima ha meno di 18 anni.

Sicurezza pubblica

Questa legge trae origine da una proposta di Chega presentata nel 2025, inizialmente incentrata sul divieto di coprirsi il volto in relazione all’abbigliamento islamico, ma la formulazione è stata successivamente modificata durante i negoziati con il PSD per porre maggiore enfasi sulla sicurezza pubblica.

Il Parlamento ha approvato la versione definitiva il 17 luglio, con i voti favorevoli di PSD, Chega, Iniciativa Liberal e CDS-PP, mentre i partiti di sinistra hanno votato contro e la deputata del PAN Inés de Sousa Real si è astenuta.

Il presidente António José Seguro ha promulgato la legge il 18 agosto, descrivendo all’epoca la questione come una questione di «grande sensibilità sociale e culturale», affermando che la sua decisione era stata sostenuta da considerazioni quali l’integrazione sociale, la non discriminazione di genere e la sicurezza.