Manca meno di un mese alla presentazione, da parte della presidenza irlandese del Consiglio dell’UE, di una proposta sulle nuove risorse proprie per il bilancio dell’Unione relativo al periodo 2028-2034. Fonti europee, interpellate da Lusa, hanno indicato che la possibilità di istituire un contributo europeo sui guadagni derivanti dagli asset digitali, come il Bitcoin o l’Ether, è vista con “grande interesse”.
Gli Stati membri dell’UE hanno manifestato interesse per questa possibilità, poiché in questo nuovo settore l’imposizione fiscale non copre tutte le attività.
La discussione «fa parte di un dibattito più ampio sul paniere delle nuove risorse proprie per finanziare il bilancio dell’UE fino al 2034», riferisce Executive Digest.
Prossimo bilancio a lungo termine dell’UE
La misura dovrà essere valutata e definita da un punto di vista tecnico, con regole stabili e una stima chiara delle potenziali entrate che potrebbe generare. L’idea sarebbe quella di applicare un’imposta sulle plusvalenze ottenute da persone fisiche o giuridiche grazie all’apprezzamento delle criptovalute, il cui gettito andrebbe a confluire nel bilancio dell’UE.
L’istituzione di nuove risorse proprie richiede l’unanimità tra gli Stati membri. Pertanto, la definizione finale della misura dipenderà dai negoziati in seno al Consiglio europeo, che si svolgeranno nel corso di questo semestre.
António Costa, presidente del Consiglio europeo, intende raggiungere un accordo tra i leader europei nel corso di questo semestre; l’accordo dovrà poi essere confermato dai membri del Parlamento europeo l’anno prossimo. L’obiettivo è che il prossimo bilancio a lungo termine dell’UE entri in vigore il 1° gennaio 2028.
Nuove fonti di entrate
Nel luglio 2025, la Commissione europea ha presentato la proposta relativa al quadro finanziario pluriennale 2028-2034, del valore di quasi due trilioni di euro, pari all’1,26% del reddito nazionale lordo (RNL) dell’UE.
La proposta includeva cinque nuove risorse proprie, in grado di generare circa 58,5 miliardi di euro all’anno. Tra le nuove risorse proprie proposte figuravano i proventi derivanti dal mercato del carbonio, dal meccanismo di adeguamento carbonico alle frontiere (CBAM), dai rifiuti elettronici, dalle accise sul tabacco e da un contributo delle grandi imprese.
Negoziati sul bilancio di ottobre
Nell’aprile 2026, il Parlamento europeo si è espresso a favore di un bilancio pari all’1,27% del RNL con nuove risorse proprie in grado di generare almeno 60 miliardi di euro all’anno.
Tra le alternative suggerite figuravano contributi sui grandi servizi digitali, sui giochi e sulle scommesse online, l’estensione del meccanismo di adeguamento delle emissioni di carbonio e le plusvalenze derivanti dai cripto-asset.
Nel giugno di quest’anno, la presidenza cipriota del Consiglio dell’UE ha presentato una prima bozza negoziale completa, e ora spetta all’Irlanda esaminare la proposta e presentare la propria posizione sulle nuove risorse proprie a metà ottobre.









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