"Se si considerano i primi semestri del 2025 e del 2026, si è registrata una diminuzione del saldo nella contabilità pubblica e in quella nazionale, sebbene meno significativa in quest’ultima", indica l’INE, aggiungendo che nei conti nazionali il saldo si è attestato allo 0,5% del PIL.

Secondo l’ufficio statistico, gli apporti di capitale e l’assunzione di debiti nel primo semestre del 2026 «sono stati, nella loro totalità, destinati a enti del settore UC, senza incidere sul saldo aggregato».

Si sottolinea inoltre che, a causa delle misure relative alle rate fiscali stabilite nel codice ICMS, è stato effettuato un adeguamento alla riscossione delle imposte sulla produzione e sulle importazioni nel periodo in cui è sorto l’obbligo di pagamento, tenendo conto anche dell’attuazione di misure eccezionali di differimento fiscale.

Su base trimestrale, il saldo delle amministrazioni pubbliche nel secondo trimestre del 2026 è stato pari a 1.325 milioni di euro, ovvero l’1,6% del PIL, rispetto all’1,7% dello stesso periodo dell’anno precedente, secondo l’INE (Istituto Nazionale di Statistica).

Nel secondo trimestre, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, le entrate totali sono aumentate del 6,9% e le spese totali del 7%.