L'Associazione dei Giudici Portoghesi (ASJP) ospita il 68° Congresso annuale dell'Unione Internazionale dei Magistrati (UIM), che avrà inizio questo giovedì a Lisbona con un ricevimento per i partecipanti, ma i cui lavori inizieranno effettivamente il 16 e proseguiranno fino al 19, con all’ordine del giorno gli attacchi all’indipendenza giudiziaria e allo Stato di diritto per i circa 400 giudici provenienti da 80 paesi che saranno presenti in Portogallo.

L’indipendenza giudiziaria in Portogallo

Secondo il giudice Nuno Matos, presidente dell’ASJP, nel Paese non si sta verificando uno scenario di regressione dell’indipendenza della magistratura, opinione che egli basa su uno studio condotto con magistrati provenienti da vari Paesi di lingua portoghese, il quale ha evidenziato problemi in diversi di questi Stati, ma non in Portogallo.

Tuttavia, egli afferma che è necessario prestare attenzione ad altri fattori oltre alle sole pressioni esterne dirette sulle decisioni dei giudici.

«Possiamo affermare che l’indipendenza in Portogallo è, di fatto, garantita. Ora, l’indipendenza gioca un ruolo anche in molti altri ambiti: nelle condizioni di lavoro, nello status professionale dei giudici, nelle modifiche legislative apportate; pertanto, anche in questi ambiti è in gioco una parte significativa dell’indipendenza e dobbiamo prestare attenzione, come è evidente», ha dichiarato Nuno Matos.

Cooperazione internazionale e tutela giudiziaria

Sebbene questi organismi internazionali di giudici non dispongano di «potere coercitivo» sugli Stati, essi esercitano un potere istituzionale di denuncia basato sulla loro unità internazionale e sul peso che rivestono in organizzazioni globali quali le Nazioni Unite, ha sottolineato il presidente dell’ASJP.

L’intelligenza artificiale nel sistema giudiziario

La preoccupazione per la minaccia rappresentata dall’estrema destra per lo Stato di diritto sarà presente negli incontri di lavoro, così come i rischi associati all’uso dell’intelligenza artificiale (IA) nel sistema giudiziario, che in Portogallo sta già lavorando a strumenti specifici per garantire la sicurezza del sistema giudiziario e dei cittadini.

«È necessario esercitare un controllo sull’uso degli strumenti di IA. Per poter utilizzare uno strumento di IA nel sistema giudiziario, dobbiamo fornire i dati a quel sistema di IA, e poi non sappiamo dove finiscano quei dati. E questo è problematico», ha affermato Nuno Matos.

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