Le preoccupazioni sono state sollevate dall’Associazione portoghese degli alberghi, ristoranti e strutture simili (AHRESP), secondo la quale il sistema di deposito-restituzione dovrebbe essere meglio adattato alle modalità operative delle imprese del settore ricettivo.

In un’intervista a ECO, la portavoce dell’AHRESP Ana Jacinto ha spiegato che la difficoltà principale non è il sistema di riciclaggio in sé, ma il modo in cui funziona nella pratica per le aziende che gestiscono ogni giorno grandi quantità di contenitori per bevande.

Il sistema Volta consente ai consumatori e alle imprese di restituire gli imballaggi delle bevande idonei e di recuperare il deposito versato al momento dell’acquisto dei prodotti. Tuttavia, per alberghi, ristoranti e bar, gestire la raccolta e la restituzione di questi contenitori può rivelarsi particolarmente impegnativo.

Uno dei problemi è la mancanza di un numero sufficiente di chioschi Volta dove le attività commerciali possano restituire grandi quantità di bottiglie e lattine in una sola volta. Per alberghi, ristoranti e bar, questi chioschi sono molto più comodi rispetto ai distributori automatici dei supermercati, dove spesso gli imballaggi devono essere restituiti uno per uno.

L’AHRESP ritiene che si dovrebbero installare più chioschi nelle zone con un’alta concentrazione di alberghi, ristoranti e bar. L’associazione auspica inoltre che le loro ubicazioni siano facilmente accessibili, con orari di apertura adeguati alle attività che operano durante il giorno e la sera.

I comuni potrebbero svolgere un ruolo importante nel mettere a disposizione spazi adeguati per questi punti di raccolta.

Un’altra difficoltà riguarda il servizio di raccolta diretta, che consente alle attività commerciali di far ritirare gli imballaggi usati direttamente presso la propria sede.

In base alle disposizioni attuali, le attività commerciali devono registrare i sacchi contenenti gli imballaggi tramite un’applicazione dedicata prima che possa avvenire la raccolta.

La raccolta gratuita richiede inoltre un minimo di quattro sacchi pieni, ciascuno con una capacità di 240 litri.

Per i bar e i ristoranti più piccoli, trovare spazio sufficiente per immagazzinare questi sacchi può risultare difficile, soprattutto quando gli spazi sono già necessari per conservare alimenti, attrezzature e altre forniture.

Di conseguenza, alcune attività non hanno altra scelta che portare i propri imballaggi ai distributori automatici di raccolta dei supermercati. Ciò significa che il personale deve dedicare tempo al trasporto dei contenitori e alla loro restituzione individuale, anziché concentrarsi sul proprio lavoro abituale.

La situazione si complica ulteriormente quando i distributori automatici non sono disponibili, sono pieni o fuori servizio.

L’AHRESP chiede quindi modalità di raccolta più flessibili, tra cui quantità minime inferiori, ritiri più frequenti e procedure di registrazione più semplici.

L’associazione ha inoltre sottolineato l’onere amministrativo che ciò comporta, dalla registrazione sulle piattaforme online alla gestione delle richieste e alla risoluzione dei problemi tecnici.

Questi compiti aggiuntivi possono risultare particolarmente gravosi per le piccole imprese prive di personale amministrativo dedicato.

Le imprese devono inoltre versare un deposito al momento dell’acquisto delle bevande soggette al sistema, che viene restituito solo una volta riconsegnati gli imballaggi vuoti. Se la raccolta o la restituzione di bottiglie e lattine diventa difficile, le imprese potrebbero dover attendere più a lungo per riavere i propri soldi.

L’associazione ha già sollevato queste preoccupazioni con SDR Portugal, l’organizzazione responsabile della gestione del sistema Volta, nonché con le autorità governative competenti.

SDR Portugal ha riconosciuto che sono ancora necessari miglioramenti, in particolare per quanto riguarda la ricerca di soluzioni più adeguate per alberghi, ristoranti e bar.

L’organizzazione ha inoltre individuato la necessità di espandere la rete di raccolta in aree dove l’accesso rimane limitato, comprese località molto frequentate come aeroporti e terminal di trasporto.

Per il momento, l’AHRESP consiglia alle imprese di continuare a seguire le norme vigenti, scegliendo l’opzione di raccolta più adatta alle proprie esigenze.

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