Secondo le informazioni fornite dal sindacato spagnolo, in Portogallo si sta già valutando la possibilità di indire uno sciopero generale per l’11 novembre. Tuttavia, la decisione finale spetterà ai sindacati, che potrebbero allinearsi a quelli spagnoli per dare vita a una «mobilitazione a livello della Penisola Iberica che sarebbe anch’essa storica».
Unai Sordo ha anche accennato, con tono ironico, al fatto che lo sciopero potrebbe essere chiamato «sciopero Saramago», in onore del Premio Nobel per la Letteratura, nato in Portogallo e che ha trascorso 20 anni della sua vita a Lanzarote, nelle Isole Canarie. José Saramago era inoltre uno scrittore strettamente legato alla causa dei lavoratori.
Lo sciopero in Spagna era già stato programmato, volutamente 18 giorni prima delle elezioni anticipate indette da Pedro Sánchez, dopo che il Parlamento spagnolo aveva respinto le misure proposte dall’esecutivo in merito alla crisi abitativa.
Manifestazioni in corso
Attualmente, sia il Portogallo che la Spagna si sono schierati a favore di miglioramenti in materia di alloggi. Sia in Portogallo che in Spagna, i manifestanti hanno montato tende nelle piazze più emblematiche del Paese per diverse notti, protestando contro l’aumento del costo della vita.
In entrambi i paesi, i manifestanti chiedono alloggi a prezzi accessibili e denunciano i bassi salari, che non sono sufficienti a garantire i bisogni primari di una persona, come l’affitto di un appartamento nei centri urbani.








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