Per poter beneficiare della detrazione fiscale, le fatture devono riguardare servizi forniti dal settore della ristorazione ed essere emesse da soggetti che figurano nell’elenco ufficiale dei fornitori trasmesso alle autorità fiscali dalla Direzione Generale degli Istituti Scolastici
e dall’Istituto per la Gestione Finanziaria dell’Istruzione.

Spetta al contribuente collegare correttamente e verificare tali fatture sul portale e-fatura. D’altra parte, le spese per i pasti sostenute presso le mense universitarie all’estero — in particolare quelle relative al programma Erasmus — non sono ammissibili a tale detrazione, poiché tali
strutture non figurano nel registro dei fornitori riconosciuti dalle autorità fiscali portoghesi.

Quando si applica l’IVA

In una recente decisione vincolante, l’AT ha inoltre chiarito come si applichi l’imposta sul valore aggiunto (IVA) alle mense delle scuole che coprono il 2° e il 3° ciclo dell’istruzione di base e dell’istruzione secondaria, nel caso in cui la gestione di tali scuole sia stata trasferita ai comuni nel 2019.

Se gli enti locali stipulano contratti con società private per la preparazione e la fornitura dei pasti, tali fornitori di servizi sono tenuti a fatturare al comune l’aliquota IVA intermedia del 13%. Tuttavia, quando emettono fatture a favore degli studenti, l’ente locale può avvalersi dell’esenzione IVA applicabile all’istruzione e ai servizi connessi; ciò significa che il comune non può dedurre l’imposta pagata al momento della stipula dei contratti con i fornitori.

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