Il decreto-legge n. 151/2026 stabilisce misure temporanee e straordinarie volte a superare gli ostacoli riscontrati nell’esercizio dei poteri comunali in materia di regolamentazione delle attività ricettive locali.
Il documento afferma che le procedure comunali relative alle attività ricettive locali «sono state influenzate dal passaggio di consegne delle amministrazioni locali a seguito delle elezioni comunali del 2025».
Alla luce di tale situazione, «e senza modificare sostanzialmente l’attuale quadro giuridico, è necessario concedere ai comuni un termine supplementare» per manifestare l’intenzione di elaborare o modificare i propri regolamenti in materia di alloggi locali, nei casi in cui avessero raggiunto le mille registrazioni entro il 31 dicembre 2025.
Allo stesso tempo, il Governo intende «garantire, in via eccezionale, che i comuni possano decidere la proroga di eventuali sospensioni attualmente in vigore relative alle nuove registrazioni di alloggi locali, oppure imporre una sospensione aggiuntiva, in entrambi i casi limitata al periodo strettamente necessario per l’elaborazione o la modifica dei relativi regolamenti comunali, e che, in ogni caso, non possa protrarsi oltre il 31 dicembre 2026».
Tale regime eccezionale cessa automaticamente con l’entrata in vigore del regolamento comunale o della modifica di uno esistente, a seguito di una delibera dell’assemblea comunale; inoltre, la proroga o la sospensione delle nuove registrazioni non può essere applicata con effetto retroattivo.
A partire dall’ottobre 2024, i comuni sono autorizzati ad adottare propri regolamenti amministrativi che definiscano «procedure e misure operative» per gli alloggi locali all’interno dei rispettivi territori.








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