La legge n. 59/2026, del 25 agosto, modifica la precedente legge n. 45/2018 relativa all’attività di trasporto a pagamento di passeggeri con veicoli disponibili tramite piattaforme elettroniche, ora denominata “Regime TVDE”, secondo quanto previsto dal decreto pubblicato.
Pertanto, le nuove norme relative alle tariffe dei taxi, che sarebbero entrate in vigore 30 giorni dopo l’entrata in vigore del nuovo regime giuridico per il trasporto tramite piattaforme elettroniche, entreranno in vigore il 1° ottobre, secondo quanto comunicato dall’autorità dei trasporti.
Nuova denominazione
La nuova legge introduce una nuova denominazione per il regime TVDE: l’acronimo sarà ora «Trasporto a pagamento di passeggeri in veicoli disponibili elettronicamente», eliminando la precedente formulazione relativa ai veicoli senza contrassegni.
Integrazione del settore dei taxi
Tra i cambiamenti più significativi della nuova legge, e quello che è stato maggiormente contestato, vi è l’integrazione del settore dei taxi, poiché questi veicoli possono essere «registrati per l’attività TVDE, a condizione che soddisfino i requisiti applicabili ai veicoli destinati a tale attività e siano registrati presso un gestore di piattaforma elettronica autorizzato».
Tra gli altri enti legati al settore dei taxi e del TVDE, sia l’Autorità per la Mobilità e i Trasporti (AMT) che l’Istituto per la Mobilità e i Trasporti (IMT) hanno sostenuto, durante le audizioni parlamentari, che i due regimi sono distinti e si sono opposti all’inclusione dei taxi nel nuovo regime giuridico.
Anche la segretaria di Stato per la Mobilità, Cristina Pinto Dias, ha riconosciuto che la soluzione di un possibile ravvicinamento tra i due settori «comportava delle difficoltà» e non poteva «compromettere il servizio pubblico fornito dai taxi».
Modifiche all’adesivo
Un’altra novità, che ha suscitato anch’essa disaccordi, è l’adesivo, in precedenza rimovibile: la proposta prevede infatti che i veicoli utilizzati per questa attività circolino «con un adesivo identificativo non rimovibile, dotato di elementi di sicurezza antifrode, in particolare olografici o tecnologicamente equivalenti, rilasciato dall’IMT, visibile dall’esterno e associato alla targa del veicolo».
Secondo la legge, il modello di tale adesivo, le sue caratteristiche tecniche, gli elementi di sicurezza, le condizioni di rilascio, sostituzione, cancellazione e convalida, nonché la tariffa, saranno definiti con un decreto del Ministro delle Infrastrutture e dell’Edilizia abitativa, che detiene il portafoglio della Mobilità.
Firma dei contratti
D'altra parte, è vietata la stipula di contratti di prestito e di usufrutto per l’utilizzo di veicoli TVDE, salvo alcune eccezioni.
La legge apre inoltre la strada alla «registrazione video facoltativa all’interno dei veicoli», che potrà avvenire solo «con l’espresso consenso del conducente e del passeggero, con divieto di registrazione audio».
La nuova normativa stabilisce che i futuri conducenti dovranno seguire una «formazione iniziale minima di 50 ore», con una parte teorica e una pratica, seguita da un esame finale composto da 30 domande. Per superarlo sono necessarie almeno 27 risposte corrette.
Il corso di formazione su strada comprenderà inoltre la verifica della padronanza funzionale della lingua portoghese adeguata alle attività di un conducente.
Piattaforma di condivisione dei dati
L’IMT gestirà ora una piattaforma elettronica di condivisione dei dati per rafforzare la lotta contro le attività irregolari e facilitare il monitoraggio del rispetto degli obblighi fiscali, contributivi e amministrativi.
Il sistema consentirà l’incrocio di informazioni relative a operatori, autisti, veicoli, assicurazioni, ispezioni e licenze, con accesso concesso all’IMT, all’AMT, all’Agenzia delle Entrate, alla Previdenza Sociale e alle forze dell’ordine.
La revisione legislativa elimina il divieto di pubblicità sui veicoli TVDE, consentendone l’uso a condizioni simili a quelle applicabili ai taxi.








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