Essendo attualmente costretto su una sedia a rotelle a causa di una gamba fratturata, ultimamente ho avuto difficoltà a muovermi. A meno che non ci si trovi attualmente in quella situazione, sia essa permanente o temporanea, non si ha idea di cosa significhi davvero.
Molte zone del Portogallo sono pavimentate con la calçada, in alcuni casi disposta in graziosi motivi, realizzata con piccoli ciottoli di pietra tagliati a mano. Molto belle, molto tradizionali. Non è facile camminarci sopra nemmeno nelle condizioni migliori, specialmente dove sono stati rimossi dei tratti per lavori sotterranei o dove sono installati i tombini, ma provate a passarci sopra in sedia a rotelle: le scosse provocano vibrazioni in tutto il corpo e potrebbero farvi saltare le otturazioni dai denti. Poi c’è il “Caster Flutter Effect” (non sapevo che fosse una “cosa” reale finché non ha cominciato a succedere), quando le piccole ruote anteriori colpiscono una superficie irregolare a una certa velocità, perdono il contatto con il terreno e provocano un’oscillazione violenta, il che probabilmente significherà dover tirare fuori le chiavi a brugola per stringere i bulloni allentati in seguito.
Percorsi
Alcune zone sono diventate del tutto inaccessibili, poiché troppo strette per una sedia a rotelle. Una visita dal parrucchiere locale e dallo studio del dentista è stata quindi rimandata, e se anche altre entrate si affacciano sulla calçada e sono troppo strette, mi trovo in un doppio guaio. A quanto pare, i percorsi pedonali accessibili in Portogallo richiedono in generale una larghezza libera minima di 1,20 metri, priva di ostacoli, mentre i marciapiedi adiacenti alle strade principali ecc. devono avere una larghezza libera e senza ostacoli di almeno 1,50 metri – nessuna delle due misure è appena sufficiente per consentire a due sedie a rotelle di incrociarsi senza urtarsi con i gomiti o senza che i poggiapiedi si aggroviglino.
Aree di parcheggio
So bene che per utilizzare i parcheggi riservati alle persone in sedia a rotelle è necessario un pass ufficiale. È necessario avere un grado di disabilità riconosciuto (di solito ≥ 60% per disabilità fisiche/motorie permanenti, autismo o disabilità intellettive; ≥ 95% per disabilità visive) certificato da un certificato medico polivalente portoghese. Sono gratuiti e generalmente validi per 10 anni se si possiedono i requisiti, ma a me non servono a molto, dato che ne avevo bisogno con breve preavviso e, si spera, per un breve periodo. Perché non offrono un permesso di parcheggio a breve termine, valido, ad esempio, per 3 mesi? Ho scherzosamente accarezzato l’idea di procurarmi semplicemente un adesivo blu con l’immagine di una sedia a rotelle e attaccarlo all’interno del parabrezza o del lunotto posteriore dell’auto, ma dato che al momento non posso nemmeno guidare, faccio affidamento sulla gentilezza degli altri per farmi accompagnare, quindi l’adesivo dovrebbe essere sostituito ogni volta che qualcuno mi dà un passaggio.
Fare la spesa in sedia a rotelle
Ho investito in una sedia a rotelle leggera e pieghevole da usare quando vado a fare la spesa. Anche se per “guidarla” ci vorrebbe la forza di Sansone – e su una superficie piana va bene – anche la più lieve delle pendenze per andare e tornare dai negozi può essere estenuante senza qualcuno che mi aiuti, e rotolare all’indietro è una vera paura. Avete mai provato a spingere un carrello della spesa da una sedia a rotelle? Non si riesce a farlo da soli, perché non si hanno abbastanza mani per guidare il carrello o il cestino e allo stesso tempo spingersi in avanti. E una volta entrati nel negozio, con grande frustrazione, non si riescono a raggiungere gli scaffali più alti da seduti. Con alcuni negozi di abbigliamento che hanno corridoi che si restringono sempre di più, ci si ritrova a farsi strada attraverso un mare di vestiti solo per riuscire a entrare.
Crediti: PA;
Parcheggio fuori dai negozi
Sono stato in un paio di negozi e ho scoperto che l’unica zona ribassata del marciapiede è bloccata da un’auto, perché qualcuno ha parcheggiato inconsapevolmente, probabilmente solo per fare un acquisto veloce.
Un’altra cosa fastidiosa che ho notato è che, una volta entrati nei negozi, alcune persone non pensano di spostarsi per far passare chi è in sedia a rotelle, anche se per loro sarebbe semplicissimo – basta un rapido passo a sinistra o a destra – eppure si aspettano che sia io a aggirarli. Poi rivolgono domande o conversano con chi mi accompagna invece che con me, che sono sulla sedia a rotelle, come se fossi invisibile.
Ma una cosa che mi piace davvero è la possibilità di saltare la fila, grazie a tutti coloro che mi hanno fatto spazio in testa alla fila per farmi passare.









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