Molti hanno letto Wordsworth, Keats, Hardy, Milton e Pope, per non parlare di Chaucer, Spencer, Shakespeare e probabilmente altri ancora: tutti poeti classici, ormai tutti scomparsi. Erano tutti famosi per il loro talento di artigiani della parola, capaci di esprimere idee, sentimenti ed esperienze attraverso la disposizione delle parole.
Ma la poesia non è sempre facile da comprendere, poiché la sua complessità può variare notevolmente. La poesia del passato utilizza un linguaggio ormai in disuso, il che la rende non solo difficile da leggere, ma anche da comprendere. Shakespeare, ad esempio, scriveva in inglese elisabettiano, con parole arcaiche e strutture sintattiche diverse da quelle che usiamo oggi. Parte dell’inglese scritto nel XVIII secolo è a malapena leggibile, con le “f” al posto delle “s” e la calligrafia fiorita.
La poesia è un genere letterario che trasmette pensieri, o forse descrive una scena o racconta una storia attraverso una disposizione lirica delle parole. Le poesie possono essere strutturate, con versi in rima o con strofe o metri diversi, oppure in forma libera, senza alcuna struttura di rime. Una strofa è un gruppo di versi in una poesia simile a un paragrafo, mentre il metro è lo schema ritmico di sillabe accentate e atone all’interno di quei versi.
Crediti: Pexels; Autore: Mike Bird;
Diversi tipi
Esistono quasi tanti tipi diversi di poesia quanti sono i poeti! E, ad essere sincero, non ho idea di cosa siano alcuni di essi.
L’haiku, per esempio, suona come un’arte marziale giapponese, ed è effettivamente giapponese, ma si usa la penna anziché la spada! Ho sentito parlare di limerick, odi e sonetti, ma «ekfrastica»? «Cinquain»? «Pantoum»?
Ne esistono di ogni tipo, dalle «canzoncine sporche» che potrebbero cantare i giocatori di rugby – «Sweet Chariot» è una di quelle che mi viene in mente – a quelle che potrebbero iniziare più o meno così: «C’era una volta una signorina di Ealing, a cui piaceva camminare a testa in giù sul soffitto…», che tecnicamente è un limerick, una breve poesia di cinque versi con una sola strofa, con uno schema di rime AABBA e un ritmo vivace. Il tema di un limerick è spesso stravagante e divertente.
Storia della poesia
Probabilmente la poesia è antecedente alla lingua scritta e veniva utilizzata per memorizzare. In passato le persone imparavano sequenze di parole o frasi attraverso canti, canzoni e racconti.
Grazie al ritmo e alla rima, aiutava le persone a ricordare informazioni importanti come leggi, genealogie e storia. La poesia è spesso strettamente legata alla musica, e le prime forme poetiche assumevano la forma di inni e altri canti, come i salmi.
La poesia è un’arte verbale: basti pensare a quanti canti infantili, ad esempio quelli per saltare la corda, presentano un ritmo e parole in rima che si sono tramandati nel corso degli anni. Molte poesie giunte fino a noi dal mondo antico sono state tramandate sotto forma di preghiere o racconti su argomenti religiosi.
Poeti portoghesi
Oh sì, anche il Portogallo ne ha alcuni famosi, tra cui Luís de Camões, considerato il poeta nazionale portoghese per il suo poema epico “Os Lusíadas”, e Fernando Pessoa, un modernista noto per i suoi eteronimi. (Nella mia ignoranza, ho dovuto cercare il significato di questo termine: un eteronimo indica parole che si scrivono allo stesso modo ma hanno suoni e significati diversi, come ad esempio “tear” che significa “strappo” e “tear” che significa “lacrima”.)
Altri poeti degni di nota sono Sophia de Mello Breyner Andresen, figura di spicco del XX secolo, Florbela Espanca, nota per la sua poesia lirica, e Almeida Garrett, figura chiave del movimento romantico del XIX secolo.
La poesia porta alle battute
È possibile trarre umorismo da molti generi diversi di poesia. Quando serve alleggerire l’atmosfera, una buona battuta “cattiva” potrebbe fare al caso, oppure una battuta banale o una poesia buffa probabilmente strapperanno un sorriso.
Ecco un esempio “per intenderci” di Jack Prelutsky: «Immagina se il tuo prezioso naso / fosse incastrato tra le dita dei piedi / chiaramente non sarebbe una gioia / perché saresti costretto a sentire l’odore dei tuoi piedi». Oppure questa del compianto Spike Milligan intitolata “Nonna”: “In ogni angolo e in ogni fessura / il vento soffiava sulla povera vecchia nonna / intorno alle ginocchia, in ogni orecchio / (e anche nel naso, temo)”.
Sì, dobbiamo ringraziare i nostri poeti per le loro poesie. Anche se alcune di esse non fanno rima.







Follow us on social media