Il gruppo di ricerca ha scoperto, attraverso l’analisi dell’ippocampo (l’area del cervello responsabile della memoria e delle emozioni), che i lati sinistro e destro del cervello sviluppano livelli significativamente diversi di infiammazione e stress cellulare dopo un trauma, secondo una dichiarazione dell’Università di Coimbra inviata all’agenzia di stampa Lusa.
Nell’ambito del progetto «therapY: il sistema del neuropeptide Y come nuovo bersaglio terapeutico contro il trauma cranico», i ricercatori hanno valutato «l’efficacia dell’uso di una sostanza naturalmente presente nel corpo umano (la molecola del neuropeptide Y) per arrestare il danno cerebrale».
«I risultati recentemente pubblicati dimostrano che una lesione cerebrale inizialmente unilaterale innesca risposte distinte in entrambi gli emisferi cerebrali, a conferma della complessità dei meccanismi secondari associati al trauma cranico», ha sottolineato il responsabile del progetto, Ricardo Leitão.
Sulla base di questa scoperta, il gruppo di ricerca sta approfondendo il potenziale della molecola del neuropeptide Y come bersaglio terapeutico nel trauma cranico, che deriva da gravi lesioni alla testa causate, ad esempio, da incidenti stradali o cadute, con l’obiettivo di testare nuovi approcci terapeutici per questo problema di salute.
Secondo Ricardo Leitão, il primo studio del progetto costituisce una prima evidenza preclinica del potenziale di questo approccio, dimostrando che la somministrazione precoce del neuropeptide Y dopo un trauma cranico attenua le alterazioni della barriera emato-encefalica, riduce le risposte neuroinfiammatorie e migliora i parametri comportamentali associati alla memoria e all’ansia.
Il coordinatore del progetto “therapY” ha ritenuto che i risultati iniziali “confermino la fondatezza scientifica del progetto e rafforzino l’importanza di continuare a indagare i meccanismi responsabili degli effetti protettivi del neuropeptide Y, nonché le modalità per potenziarne l’applicazione terapeutica e la sua futura trasposizione nel contesto clinico”.
Il neuropeptide Y è stato somministrato per via intranasale a un modello animale di trauma cranico nelle prime fasi successive al trauma, e i ricercatori hanno osservato cambiamenti a livello molecolare, cellulare e comportamentale, rilevando che la molecola riduceva le alterazioni associate all’infiammazione e alla disfunzione della barriera emato-encefalica.
Oltre a studiare i meccanismi alla base degli effetti protettivi del neuropeptide Y, i ricercatori intendono anche sviluppare approcci innovativi per migliorare la somministrazione di potenziali terapie al cervello e studiare i biomarcatori e i cambiamenti biologici nei pazienti con trauma cranico.
Il progetto dell’UC riunisce un team multidisciplinare con competenze in neuroscienze, ricerca clinica, ingegneria chimica e biomedicina molecolare, coinvolgendo ricercatori dell’Istituto per la Ricerca Clinica e Biomedica, della Facoltà di Medicina, dal Dipartimento di Ingegneria Chimica della Facoltà di Scienze e Tecnologia, dal Centro di Ingegneria Chimica e Risorse Rinnovabili per la Sostenibilità e dall’Unità Sanitaria Locale di Coimbra.









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