La decisione di separarsi da Rui Borges e puntare su Paulo Fonseca potrebbe alla fine rivelarsi la scelta calcistica giusta. I risultati erano peggiorati, lo Sporting si stava allontanando dalla vetta della classifica e le sconfitte contro il LASK Linz e l’Académico de Viseu avevano intensificato la pressione sul tecnico. Tuttavia, anche i tifosi che erano favorevoli a un cambio di allenatore hanno il diritto di chiedersi: perché proprio ora?

A due giorni da una partita cruciale di Champions League contro lo Shakhtar Donetsk, lo Sporting ha deciso di cambiare allenatore, affidando la guida della squadra a Tiago Fernandes ad interim. È difficile ricordare molti casi in cui una squadra, ancora in lizza su più fronti, abbia deciso di esonerare il proprio allenatore in un momento così delicato della stagione.

Ciò che ha reso la situazione ancora più strana è stato il modo in cui la vicenda sembrava svolgersi sotto gli occhi di tutti prima ancora che qualcuno lo confermasse ufficialmente. Domenica pomeriggio, molti hanno cominciato a sospettare che qualcosa stesse accadendo quando il Lione di Paulo Fonseca ha sconfitto l’Angers. L’allenatore portoghese appariva visibilmente commosso, mentre abbracciava giocatori e staff dopo il fischio finale. Quella che inizialmente sembrava la normale reazione di un allenatore dopo un’importante vittoria ha rapidamente cominciato ad assomigliare a un addio. Poche ore dopo, alcune notizie hanno confermato che Fonseca era effettivamente in viaggio verso Alvalade.

È impossibile ignorare queste immagini. Dopo che le rivelazioni sul modo in cui è stata gestita la situazione dell’ex capitano Jérémy Mathieu hanno generato discussioni scomode tra i tifosi, lo Sporting si trova ora ad affrontare un altro problema di immagine. Le circostanze sono ovviamente diverse, ma il denominatore comune è la percezione. Ancora una volta, si ha la sensazione che una persona che ha servito il club sia stata messa alla gogna durante un processo che avrebbe potuto essere gestito con maggiore dignità.

Secondo alcune fonti, Rui Borges si sarebbe reso conto che i contatti con Paulo Fonseca erano già in fase avanzata e avrebbe ritenuto che non ci fossero più le condizioni per rimanere alla guida della squadra. Secondo i media portoghesi, avrebbe persino scelto di salutare la rosa piuttosto che continuare in quelle circostanze. Se ciò fosse vero, ne emergerebbe l’immagine di un allenatore la cui autorità era stata di fatto compromessa prima ancora che la sua partenza diventasse ufficiale.

Nessun allenatore dovrebbe lasciare un club sentendosi pubblicamente indebolito. Che i tifosi credessero o meno in Rui Borges, quell’uomo ha portato a casa un titolo di campionato, una Coppa del Portogallo e serate europee memorabili. Meritava critiche quando i risultati sono calati, ma meritava anche un’uscita di scena più dignitosa di quella che sembra essersi verificata.

La realtà è che ora si aggiunge un altro allenatore alla lunga lista di cambiamenti alla guida della squadra sotto la presidenza di Frederico Varandas. A merito di Varandas, alcune di quelle nomine si sono rivelate di grande successo. Rúben Amorim ha trasformato lo Sporting, mentre anche Rui Borges ha portato a casa trofei. Ma il frequente avvicendamento dei tecnici suscita inevitabilmente critiche. Alla fine, le domande smettono di riguardare l’allenatore e iniziano a riguardare i dirigenti al di sopra di lui.

Quindi, Paulo Fonseca può fare la differenza? La risposta è sì. A differenza degli ultimi allenatori alla guida dello Sporting negli ultimi anni, Fonseca arriva con una vasta esperienza ai massimi livelli. Ha allenato in Portogallo, Ucraina, Italia e Francia, costruendosi una reputazione per il calcio organizzato, basato sul possesso palla, e per la solida preparazione tattica. Il suo lavoro con lo Shakhtar Donetsk, la Roma, il Lille, il Milan e, più recentemente, il Lione gli ha fornito un’esperienza che pochi allenatori portoghesi possono eguagliare.

Fonseca ha già affrontato contesti difficili come quello che lo attende allo Sporting. L’esperienza in club come l’AC Milan, anch’essi alla ricerca di successi immediati, lo renderà ben preparato alla sfida che dovrà affrontare a Lisbona. Ma non sarà affatto facile. Lo Sporting affronterà il Porto alla fine del mese, e la capolista non solo sembra, ma è effettivamente imbattuta, con un vantaggio di 9 punti sullo Sporting. Fonseca erediterà il posto di uno degli allenatori di maggior successo nella storia dello Sporting per quanto riguarda la Champions League, e i tifosi avranno ancora ben presenti nella memoria gli standard raggiunti lo scorso anno.

Un altro fattore importante saranno i giocatori stessi. Lo Sporting ha investito una somma ingente di denaro sui giocatori, rifondando completamente la squadra e portando molti volti nuovi. Molti di loro non stanno rendendo al livello atteso e gli infortuni hanno giocato un ruolo importante nell’ostacolare lo Sporting nel corso delle ultime 5-6 stagioni.

Solo il tempo dirà se Fonseca riuscirà a ribaltare la stagione dello Sporting. Il titolo di campionato sembra difficile da conquistare, con il Porto che appare ormai irraggiungibile. Puntare a ottenere buoni risultati in Champions League e a conquistare trofei nelle coppe nazionali potrebbe essere la carta vincente per il nuovo allenatore, in vista di un lungo e proficuo periodo allo Sporting CP.

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