Nel 1526 l’umanista rinascimentale William Tyndale completò una traduzione del Nuovo Testamento dall’antico greco koinè e dai testi ebraici all’inglese. Egli decise che questa dovesse essere pubblicata grazie alla stampa, di recente introduzione, affinché potesse essere letta «sia da un umile contadino che da un principe»

A causa dell’opposizione dei vescovi cattolici conservatori, i quali sostenevano che la Parola di Dio potesse essere trascritta solo in latino, Tyndale portò inizialmente i suoi manoscritti a Colonia, dove le sue intenzioni furono tradite alle autorità religiose della città. Si recò quindi risalendo il Reno fino a Worms, dove furono stampate 3.000 copie nella tipografia protestante di Peter Schoeffer. Queste furono nascoste in balle di stoffa e introdotte di nascosto in Gran Bretagna, dove andarono rapidamente a ruba. Tuttavia, i vescovi non ne vollero sapere e raccolsero l’intera tiratura per distruggerla bruciandola nel recinto della Cattedrale di St. Paul

Si sa che siano sopravvissute solo tre edizioni complete. Per una di queste la British Library pagò 1.000.000 di sterline e ne realizzò poi, nel 2000, una riproduzione in formato tascabile. Le altre due sono conservate nella biblioteca statale del Württemberg e, ironia della sorte, proprio a St. Paul’s.

Dopo la distruzione, Tyndale rimase in Europa, dove il suo talento di linguista gli permise di studiare le traduzioni realizzate in spagnolo, italiano, francese e tedesco – quest’ultimo particolarmente utile per gli scritti contemporanei di Martin Lutero. Ciò gli permise di completare una revisione del Nuovo Testamento che fu stampata nel 1534 in un’edizione di 20.000 copie. Per queste, vi era una domanda quasi insaziabile in Gran Bretagna nonostante le severe punizioni imposte dalle autorità cattoliche, guidate da Thomas More, per la lettura o anche solo l’ascolto dell’opera.

Fonti: Wikipedia;

Nel 1535 William Tyndale fu arrestato con l’accusa di eresia e imprigionato nei pressi di Bruxelles, nel castello di Vilvoorde, dove, l’anno successivo, fu garrotato e poi bruciato sul rogo.

Le basi gettate da Tyndale portarono alla pubblicazione, nel 1611, della magnifica versione del Nuovo Testamento di Re Giacomo, che attingeva in gran parte alla traduzione del 1526 per la chiarezza della sua espressione in quello che oggi definiamo inglese della prima età moderna.

Le parole «fisherman», «castaway» e «busybody», oltre a espressioni di uso quotidiano come «filthy lucre» e quelle riportate nel primo paragrafo di questo saggio, furono tutte coniate da William Tyndale. In occasione di questo 500° anniversario, dovremmo tutti essere grati alla sua memoria.