Presentata al Parlamento il 15 agosto, la petizione — che chiedeva al Governo, all’Assemblea della Repubblica e all’Agenzia portoghese per l’ambiente di «sospendere immediatamente il sistema di deposito e rimborso“Volta”e sostituirlo con un modello trasparente, equo e realmente rispettoso dell’ambiente» — è stata deferita quattro giorni dopo alla Commissione per l’Ambiente e l’Energia, secondo quanto riportato sul sito web dell’AR.
Al momento del deposito presso l’Assemblea, la petizione dei cittadini contava 34.211 firme, mentre ne occorrono 7.500 affinché la richiesta venga discussa in seduta plenaria.
Un mese dopo, quasi tremila persone in più hanno firmato la petizione, nella quale si sostiene che il sistema «trasferisce i costi dalle aziende ai consumatori», i quali vengono inoltre «ritenuti responsabili di inadempienze che esulano dal loro controllo».
Si sottolinea inoltre «una mancanza di trasparenza su chi tragga profitto dal sistema» e che esso «non soddisfa l’obiettivo ambientale dichiarato».
Un sistema ambientale dovrebbe, secondo i firmatari, «ridurre i rifiuti, aumentare il riciclaggio, promuovere la responsabilità del produttore, essere accessibile ed equo per tutti», ma, aggiunge la petizione, «il sistema “Volta” fallisce su tutti questi punti, creando ostacoli, costi e ingiustizie che screditano la politica ambientale e minano la fiducia dei cittadini».
Il sistema, entrato in funzione ad aprile, consente ai consumatori di recuperare il deposito di 10 centesimi per confezione versato al momento dell’acquisto di bottiglie e lattine monouso in plastica, metallo e alluminio di capacità inferiore a tre litri, restituendole presso i punti «Volta» esistenti nel Portogallo continentale, nelle Azzorre e a Madeira.
Oltre alla «sospensione immediata del sistema “Volta” nella sua forma attuale», la petizione chiede una «revisione indipendente del modello finanziario, operativo e ambientale di SDR Portugal», un’associazione che «riunisce più di due dozzine di aziende del settore delle bevande e della vendita al dettaglio» e che «garantisce la gestione del Sistema di Deposito e Restituzione (SDR)», come indicato dall’associazione sul proprio sito web.
La petizione pubblica «Per la fine del sistema “Volta” e per la creazione di un modello equo di gestione degli imballaggi», il cui primo firmatario è João Pontes, «non è associata ad alcuna organizzazione o partito politico», essendo una richiesta «da cittadini a cittadini», recita il testo.
Problemi di attuazione
Il ministro dell’Ambiente ha ammesso il 1° di questo mese che il sistema Volta presenta problemi di attuazione, soprattutto a causa dello smaltimento degli imballaggi sulle strade pubbliche, e ha affermato che le situazioni individuate vengono analizzate e risolte caso per caso.
«Il sistema Volta […] è un sistema europeo che diventerà obbligatorio in tutti i paesi europei, e noi siamo stati il 18° paese ad attuarlo. In tutti questi paesi, all’inizio, ci sono state delle difficoltà, quindi si tratta di un sistema complesso, ma molto utile per il riutilizzo delle bottiglie di plastica e di tutto ciò che è confezionato in lattina», ha dichiarato Maria da Graça Carvalho ai giornalisti a Bruxelles.
Problemi rilevati
La ministra ha indicato i grandi eventi e i festival come uno dei primi problemi rilevati, precisando che tale situazione è già stata risolta, e ha anche menzionato la necessità di trovare soluzioni per impedire alle persone di rovistare tra i rifiuti alla ricerca di imballaggi per ottenere il relativo rimborso.
«Siamo in una fase di transizione, speriamo di risolvere tutti i problemi», ha affermato Maria da Graça Carvalho, sostenendo che è necessario rafforzare la supervisione e coinvolgere i comuni, soprattutto per quanto riguarda l’ubicazione dei distributori automatici di restituzione e il monitoraggio del funzionamento del sistema.







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