Le nuove norme che saranno presentate a Bruxelles il 9 settembre definiranno criteri comuni per individuare le aree soggette a forte pressione abitativa e stabilire in quali casi gli affitti a breve termine contribuiscano al problema.
La proposta potrebbe rivestire particolare rilevanza per il Portogallo, dove il rapporto tra gli alloggi locali, noti come «alojamento local» (AL), il turismo e il settore abitativo è diventato un tema controverso a Lisbona e in altre aree caratterizzate da un’elevata domanda.
Ciò non significa che sia in arrivo un divieto a livello UE sugli affitti in stile Airbnb. Né Bruxelles imporrà al Portogallo o ai singoli comuni di applicare nuove restrizioni.
L’idea è invece quella di fornire alle autorità locali e nazionali una base giuridica più chiara per intervenire laddove sia possibile dimostrare che gli affitti a breve termine stanno aggravando un problema abitativo già esistente.
Quando potranno essere introdotte le restrizioni?
Secondo i piani resi noti in vista della presentazione del 9 settembre, le autorità dovrebbero innanzitutto accertare che una zona sia soggetta a pressioni abitative.
Tale valutazione potrebbe tenere conto di fattori quali il rapporto tra i prezzi delle abitazioni e i redditi delle famiglie, l’evoluzione di tale rapporto nel tempo, l’andamento demografico e l’equilibrio locale tra offerta e domanda di alloggi.
Anche in tal caso, l’esistenza di un problema abitativo non giustificherebbe automaticamente l’introduzione di restrizioni sugli affitti per le vacanze.
Le autorità dovrebbero inoltre disporre di prove che dimostrino che la crescita degli alloggi a breve termine stia contribuendo all’aumento dei prezzi o alla riduzione del numero di abitazioni disponibili per i residenti. Qualsiasi misura introdotta dovrebbe essere giustificata e proporzionata alla situazione locale.
La proposta opera inoltre una distinzione tra la residenza principale di una persona e gli immobili gestiti come alloggi turistici a breve termine.
Questo è importante perché la Commissione ha riconosciuto che affittare una stanza o concedere occasionalmente in locazione la propria residenza principale può fornire un utile reddito aggiuntivo, mentre una forte concentrazione di immobili utilizzati a fini commerciali per soggiorni di breve durata può avere un effetto diverso sul mercato abitativo locale.
Nessun divieto generalizzato sugli alloggi locali
L’edilizia abitativa rimane principalmente di competenza dei governi nazionali, regionali e locali, e Bruxelles non propone di sottrarre loro tali decisioni.
Ciò che intende fare è definire un insieme comune di regole per stabilire quando un intervento sia ragionevole e compatibile con il diritto dell’UE.
La Commissione ha inoltre chiarito che limitare i soli affitti a breve termine non risolverà la carenza di alloggi in Europa.
Le misure nelle aree sottoposte a forte pressione dovrebbero affiancarsi agli sforzi volti a costruire più alloggi, ristrutturare gli immobili esistenti e snellire le procedure di pianificazione e concessione delle licenze. La Commissione stima che l’UE abbia bisogno di oltre due milioni di nuovi alloggi all’anno per soddisfare la domanda attuale.
Esiste già un regolamento UE separato che disciplina la trasparenza nel mercato degli affitti a breve termine. In vigore dal 20 maggio, esso richiede una maggiore condivisione dei dati da parte degli affittuari e delle piattaforme online, fornendo alle autorità pubbliche un quadro più chiaro di ciò che sta accadendo nei mercati locativi locali. Gli alloggi a breve termine rappresentano attualmente circa un quarto delle strutture ricettive turistiche in tutta l’UE.
Cosa potrebbe significare per il Portogallo?
Nulla cambia immediatamente per i proprietari immobiliari portoghesi o per gli operatori di affitti a breve termine.
La proposta non introduce nuove restrizioni specifiche per Lisbona, l’Algarve o qualsiasi altra località del Portogallo. Potrebbe invece, a lungo termine, rendere più facile per le autorità portoghesi giustificare restrizioni mirate laddove sia possibile dimostrare un nesso effettivo tra gli alloggi a breve termine e la pressione sul mercato immobiliare residenziale.
La proposta dovrà inoltre superare l’iter legislativo dell’UE, che coinvolge il Parlamento europeo e gli Stati membri, prima di diventare legge.







Follow us on social media