Quando Robert Bellarmine fu ordinato sacerdote nel 1570, lo studio della storia della Chiesa e dei Padri della Chiesa versava in un triste stato di abbandono. Studioso promettente fin dalla sua giovinezza in Toscana, dedicò le sue energie a queste due materie. Fu il primo gesuita a diventare professore a Lovanio.
La sua opera più famosa è la trilogia *Disputazioni sulle controversie della fede cristiana*.
Bellarmino fu nominato cardinale da papa Clemente VIII. Pur risiedendo negli appartamenti vaticani, Bellarmino non allentò minimamente la sua precedente austerità. Limitò le spese domestiche allo stretto necessario, nutrendosi esclusivamente del cibo a disposizione dei poveri. Si dice che abbia pagato il riscatto per un soldato che aveva disertato dall’esercito e che abbia utilizzato i tendaggi delle sue stanze per vestire i poveri, osservando: «Le pareti non prenderanno freddo».
L’ultima grande controversia della vita di Bellarmino si verificò nel 1616, quando dovette ammonire il suo amico Galileo, che ammirava. Pronunciò l’ammonimento a nome del Sant’Uffizio, il quale aveva deciso che la teoria eliocentrica di Copernico fosse contraria alle Scritture. L’ammonimento consisteva in un invito a non proporre — se non come ipotesi — teorie non ancora pienamente dimostrate.
San Roberto Bellarmino è il santo patrono dei catechisti.









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