Inoltre, la Corte europea ha stabilito che i cosiddetti “slot acquisiti”, che garantiscono alle compagnie aeree la priorità sulle rotte da loro operate nelle stagioni precedenti, non costituiscono un diritto assoluto e possono essere limitati in casi eccezionali in cui la capacità infrastrutturale sia insufficiente.

La dichiarazione rilasciata dalla Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE) giunge in risposta ai ricorsi presentati dal gestore aeroportuale, DAA, e da compagnie aeree tra cui Ryanair e Aer Lingus, poiché nel 2025 — anno in cui l’aeroporto ha gestito 36,4 milioni di passeggeri — è stato registrato un eccesso di traffico. Sebbene la sentenza non imponga la cancellazione dei voli di linea né incida sulle attuali prenotazioni per i collegamenti tra l’Irlanda e le destinazioni turistiche spagnole, essa genera incertezza riguardo alla possibilità che le compagnie aeree aumentino o mantengano le frequenze dei voli durante le stagioni di punta.

In risposta, Ryanair ha chiesto al governo irlandese di eliminare il limite di passeggeri, sostenendo che la seconda pista dell’aeroporto dispone di infrastrutture sufficienti per far fronte alla domanda. Il Ministero dei Trasporti irlandese, d’altra parte, ha affermato che esiste già un quadro giuridico — con una data obiettivo fissata al 2026 — in base al quale il limite operativo potrà essere rivisto o aumentato a 40 milioni di passeggeri all’anno, a condizione che vengano effettuati i relativi studi ambientali. Il piano prevede inoltre l’assegnazione di un massimo di 28 nuove fasce orarie giornaliere all’aeroporto di Dublino entro l’estate del 2027. La questione è ora rinviata all’Alta Corte d’Irlanda per l’applicazione dell’interpretazione europea.

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