Tuttavia, ritengo che stiamo tralasciando una questione altrettanto importante: quali città stiamo realmente costruendo? Una città non è solo un insieme di edifici e infrastrutture. È uno spazio in cui le persone vivono, lavorano, consumano e svolgono le loro attività economiche. Possiamo costruire migliaia di nuove abitazioni e tuttavia non riuscire a migliorare la qualità della vita se queste case non sono integrate in un territorio funzionale, accessibile ed economicamente dinamico.

Per decenni, lo sviluppo urbano portoghese è stato spesso caratterizzato dall’espansione residenziale verso le aree periferiche, non sempre accompagnata da una crescita proporzionale dei trasporti, dei servizi e delle opportunità di lavoro. Il risultato è visibile in molte regioni, dove migliaia di persone dipendono quotidianamente dall’auto per recarsi al lavoro o accedere ai servizi essenziali. Questa realtà ha importanti conseguenze economiche. Il tempo perso negli spostamenti rappresenta un costo per le famiglie, riduce la disponibilità per altre attività e può limitare la mobilità professionale. Quando si parla di produttività e competitività, raramente si considera che anche l’organizzazione delle città incide direttamente sull’economia.

Esiste inoltre un’opportunità che merita maggiore attenzione: la rigenerazione urbana e il riutilizzo degli edifici esistenti. Il Portogallo dispone di immobili sfitti, vecchi impianti industriali, spazi commerciali in disuso ed edifici che non soddisfano più le esigenze attuali. La loro riconversione, quando tecnicamente ed economicamente fattibile, può consentire la creazione di alloggi, servizi e nuove attività commerciali senza dipendere esclusivamente dall’espansione urbana. Più che limitarsi al recupero degli edifici, la rigenerazione dovrebbe mirare a riportare l’attività economica e sociale in aree che hanno perso slancio. Il vero impatto di un investimento immobiliare non risiede solo nell’apprezzamento del valore dell’immobile, ma anche nella capacità di rivitalizzare il quartiere in cui si trova.

Anche il settore immobiliare deve stare al passo con questo cambiamento di prospettiva. Il valore di un’abitazione non dipende solo dalle sue dimensioni, dalla qualità costruttiva o dall’efficienza energetica. Dipende anche dalla vicinanza ai mezzi di trasporto, ai servizi, agli spazi pubblici e alle opportunità di lavoro. Pertanto, la pianificazione urbana richiede una maggiore coordinazione tra comuni, promotori immobiliari, investitori e imprese. Le trasformazioni demografiche e tecnologiche rendono questa collaborazione ancora più importante. L’invecchiamento della popolazione, il lavoro ibrido e la digitalizzazione stanno cambiando il modo in cui utilizziamo gli edifici e gli spazi urbani, richiedendo soluzioni più flessibili e adattabili.

Il Portogallo ha bisogno di costruire più alloggi, ma deve anche sfruttare meglio il patrimonio esistente e ripensare il modo in cui organizza le proprie città. Il successo dello sviluppo urbano non dovrebbe essere misurato solo dal numero di edifici costruiti o dal volume degli investimenti effettuati. Dovrebbe essere valutato anche in base alla sua capacità di avvicinare alloggi e posti di lavoro, ridurre gli spostamenti non necessari, attrarre attività economiche e garantire migliori condizioni di vita. Una città ben progettata non è solo più piacevole da vivere. È anche più efficiente, più competitiva e più preparata per il futuro. Perché costruire edifici è importante, ma creare città in cui le persone e le imprese possano prosperare è una sfida molto più grande.

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