Tali linee guida stabiliscono che i bambini fino ai 10 anni di età debbano essere in regola con le vaccinazioni contro la difterite e il tetano per potersi iscrivere a scuola.

Tuttavia, la normativa alla base di tale requisito non viene di fatto applicata da anni.

Come riportato da CNN Portugal, la norma risale al Decreto-Legge n. 44198, emanato nel 1962, quando la difterite e il tetano erano considerati gravi minacce per la salute pubblica.

Il panorama sanitario

Bernardo Gomes, presidente dell’Associazione Nazionale dei Medici della Sanità Pubblica, ha affermato che la legge è stata introdotta in risposta all’elevato numero di decessi causati dalle due malattie all’epoca, ma ha sostenuto che da allora il panorama sanitario del Portogallo è cambiato radicalmente.

Nel 2017, il governo guidato da António Costa ha tentato di abolire l’obbligo di vaccinazione, ma la proposta non è stata approvata dal Parlamento.

Il pediatra Hugo Rodrigues ritiene che la normativa debba essere rivista, sottolineando che entrambe le malattie sono ormai estremamente rare in Portogallo, soprattutto grazie all’elevata copertura vaccinale del Paese, e avverte che modificare il quadro giuridico non dovrebbe compromettere gli sforzi volti a spiegare i benefici della vaccinazione.

Ha aggiunto che l’«obbligo» di per sé non si traduce necessariamente in tassi di vaccinazione più elevati, poiché l’elevata diffusione della vaccinazione in Portogallo è stata ottenuta in gran parte grazie alla partecipazione volontaria e alla fiducia del pubblico nei vaccini.

Sistema di iscrizione

Questa apparente contraddizione tra la legge e la prassi attuale si è accentuata quando CNN Portugal ha chiesto alle autorità se ai bambini venisse effettivamente impedita l’iscrizione a scuola a causa di vaccinazioni mancanti.

Il Ministero dell’Istruzione ha inizialmente affermato che le informazioni relative alle vaccinazioni non venivano raccolte tramite il sistema di iscrizione scolastica e non impedivano l’iscrizione, mentre il Ministero della Salute ha rinviato le domande alla Direzione Generale della Salute (DGS), la quale ha aggiunto che la mancata vaccinazione non costituisce un ostacolo all’iscrizione o alla frequenza scolastica, continuando a raccomandare il rispetto del Programma Nazionale di Vaccinazione.

Nel frattempo, la posizione della DGS sembra in contrasto con il testo della normativa del 1962.

Nel 2017, un decreto governativo ha imposto alle scuole di segnalare alle autorità sanitarie gli alunni le cui vaccinazioni non fossero in regola, in modo che le famiglie potessero essere informate e incoraggiate a completare il calendario raccomandato. Attualmente, inoltre, le scuole non applicano più sistematicamente tale requisito.

Diverse unità sanitarie locali contattate da CNN Portugal hanno dichiarato di non avere traccia di aver ricevuto tali segnalazioni dalle scuole negli ultimi anni.

Al contrario, le équipe sanitarie scolastiche individuano generalmente i bambini con vaccinazioni mancanti o incomplete e collaborano con le famiglie per aggiornare i loro registri.

Copertura complessiva

Sebbene vi siano differenze regionali, la copertura vaccinale rimane complessivamente elevata.

L’ultimo rapporto del Programma Nazionale di Vaccinazione rivela che la quinta dose del vaccino combinato contro difterite, tetano, pertosse e poliomielite ha registrato un tasso di copertura del 92% nel 2025.

Tra i comuni con la copertura più bassa figuravano Vilar do Bispo, Penamacor e Aljezur.

Il pediatra Alberto Caldas Afonso ha affermato che l’ottimo record di vaccinazione del Portogallo ha contribuito a mantenere a zero i casi segnalati di difterite negli ultimi decenni, mentre i casi di tetano sono stati in generale estremamente rari.

Egli ritiene che si debba porre maggiore enfasi sull’educazione e sulla sensibilizzazione piuttosto che sulle sanzioni.

Ciononostante, gli esperti di sanità pubblica avvertono che la confusione che circonda le norme attuali potrebbe aggravarsi qualora il Portogallo dovesse affrontare una recrudescenza di una malattia altamente contagiosa.

Bernardo Gomes ha citato anche il morbillo come esempio, con nove casi confermati in Portogallo dall’inizio del 2026, in un contesto di crescente preoccupazione per il calo della copertura vaccinale in alcune parti d’Europa.

Ha sottolineato che il governo dovrebbe chiarire se la normativa del 1962 rimanga applicabile, sostenendo che l’ambiguità potrebbe creare problemi evitabili, in particolare quando le decisioni in materia di vaccinazione riguardano persone vulnerabili che frequentano scuole o altri spazi pubblici.

Pertanto, il dibattito non verte semplicemente sull’opportunità di rendere obbligatori i vaccini, ma anche sulla necessità che il Portogallo continui ad affidarsi a una legge obsoleta che, a quanto pare, non viene applicata, oppure la sostituisca con un approccio moderno e chiaramente definito alla tutela della salute pubblica.