"Il numero di reclami, o meglio, di lamentele, è diminuito in modo significativo, con un miglioramento persino del servizio", ha affermato il presidente del Consiglio di Amministrazione dell’AIMA, Pedro Portugal Gaspar.

In alcune dichiarazioni rilasciate ai giornalisti presso l’Università di Évora, a margine della firma di un protocollo di collaborazione con l’ateneo in merito al nuovo Centro Locale di Sostegno all’Integrazione dei Migranti (CLAIM) presso l’istituzione, il responsabile dell’AIMA ha ricordato il «grande impegno» profuso nel 2025 per rispondere alle richieste.

Lo scorso anno, ha precisato, l’AIMA «ha erogato oltre 600.000 servizi e rilasciato più di mezzo milione di tessere, ovvero il titolo definitivo».

«È quindi normale che vi siano alcuni reclami e lamentele in merito a tali questioni», in particolare a causa di «errori nel rilascio della tessera [o] di indirizzi errati», tra le altre mancanze.

Tuttavia, grazie ai «dati di produzione impressionanti», la tendenza è che «il numero di reclami sia sceso al 50% rispetto al 2024», ha osservato Pedro Portugal Gaspar, pur assicurando che, «anche se fosse solo uno, sarebbe naturalmente rilevante».

Nelle dichiarazioni rilasciate ai giornalisti, il presidente dell’AIMA ha inoltre spiegato che, attraverso gli uffici CLAIM presenti in varie parti del Paese, si ottengono il decentramento e l’articolazione della rete, il che «consente una maggiore vicinanza e una maggiore capacità di risposta nei confronti del cittadino».

E, in questo modo, ha proseguito, l’obiettivo è quello di «contribuire a un trattamento più umanizzato e personalizzato» degli immigrati.

In tutto il Paese, «la maggior parte» degli uffici CLAIM opera «in coordinamento diretto con i comuni», per un totale di «circa 100», ha precisato.

Inoltre, quasi 50 collaborano con associazioni e, per quanto riguarda le università, ne sono già state create «otto o nove», ha rivelato.

«Ciò che si intende ottenere è, naturalmente, una sinergia di sforzi tra l’AIMA e questi partner geograficamente diversificati», ha affermato Pedro Portugal Gaspar, ricordando che «non esiste una ricetta unica» per questi centri di sostegno ai migranti, ma piuttosto «una filosofia coerente».

Alcuni dei CLAIM «garantiscono l’elaborazione dei documenti e persino il decentramento delle funzioni dell’AIMA proprio nell’ambito di tale elaborazione», mentre altri «hanno un orientamento più informativo».

«Ma in tutti i casi, il contributo è finalizzato ad aiutare e a risolvere» le situazioni relative agli immigrati, ha osservato: «Naturalmente, alcuni di quelli con un orientamento più associativo hanno una dinamica più forte nella sfida dell’integrazione e, quindi, non tanto nella componente documentale o formale, quanto nell’integrazione effettiva e nella sfida sociale».