«L’idea che non si possa fare nulla è il primo mito che le persone devono sfatare», ha affermato. «Per quanto ne sappiamo, non sembra esserci un punto di non ritorno. Non è mai troppo tardi per iniziare».

I dati gli danno ragione, e sono più incoraggianti di quanto ci si potrebbe aspettare. Una recente analisi di 85 studi che hanno coinvolto oltre otto milioni di persone ha rilevato che mantenersi attivi durante l’età adulta è associato a un rischio inferiore del 20–40% di morte prematura. Ma la vera notizia riguarda il resto di noi: anche chi era inattivo e poi ha iniziato a muoversi ha comunque ridotto il proprio rischio del 20–25%. Il verdetto dei ricercatori è chiaro: non è mai troppo tardi.

Lo stesso vale per la forza. I muscoli che pensiamo di aver perso per sempre si rivelano sorprendentemente disposti a tornare. Gli adulti che hanno iniziato l’allenamento di resistenza in età avanzata hanno invertito alcuni dei segni molecolari dell’invecchiamento nei muscoli, e le persone di novant’anni hanno recuperato forza in sole otto settimane. Anche la forma fisica continua a dare i suoi frutti: in uno studio su oltre 120.000 persone, una maggiore capacità cardiorespiratoria è risultata associata a una minore mortalità, senza che si osservasse una soglia massima – e il beneficio è stato confermato anche per gli anziani.

Kaeberlein ritiene che le giuste abitudini – alimentazione, movimento, sonno e, come tiene a precisare, buoni amici – potrebbero regalare a una persona media fino a 15 anni in buona salute. Non anni perfetti. Ma anni migliori.

La parte incoraggiante è che nulla di tutto ciò richiede una completa trasformazione. Una breve passeggiata, andare a letto prima o un pasto più sano rappresentano comunque un passo nella giusta direzione.

«L’importante è tendere verso l’ottimale», mi ha detto. «Non devi essere perfetto».

Quindi non punto alla perfezione. Solo a stare un po’ meglio rispetto a ieri. E, a quanto pare, è proprio questo il segreto.